Un’isola di fresco nel parco, l’esperimento del Boschetto delle Acque Chiare

Un’isola di fresco nel parco, l’esperimento del Boschetto delle Acque Chiare

Reggio Emilia da anni è impegnata sul tema dei cambiamenti climatici e dal 2015 ha iniziato a occuparsi anche del possibile adattamento ad essi,  aderendo all’iniziativa europea Mayors Adapt che prevede l’analisi dei dati meteoclimatici per comprendere come si può elaborare una strategia locale di adattamento al global warming. Più di recente il Comune è risultato poi vincitore del progetto europeo LIFE UrbanProof, che ha come obiettivo aumentare la resilienza dei Comuni ai cambiamenti climatici dotandoli di strumenti che possano essere utili al processo decisionale sulle strategie e azioni di adattamento da intraprendere a livello locale. Tra le azioni di LIFE Urban Proof a Reggio c’è il Progetto del Boschetto delle Acque Chiare. La professoressa Elisabetta Sgarbi di Unimore, docente di botanica ambientale e applicata presso il Dipartimento di Scienze della Vita, è la referente del progetto, che si svolge in collaborazione con il Comune.

Che cos’è il boschetto delle Acque Chiare?

Si tratta di un piccolo bosco sperimentale che si sta realizzando nel Parco delle Acque Chiare, una zona verde di Reggio in un contesto al confine tra la città e la campagna, che è stata scelta per una serie di piantumazioni arboree per verificare come e quanto esse possano avere effetti di contrasto alle isole di calore nelle aree urbane. La primavera scorsa sono stati piantumati una settantina di alberi su una superficie ristretta di circa 1000 metri quadrati ma complessivamente ne vorremmo piantare un centinaio. Si tratta di specie arboree molto comuni in città, come tigli, gelsi, bagolari e frassini, molto resistenti agli inquinanti, poco esigenti di cure, con belle chiome ampie e compatte. Abbiamo inserito nel parco alberi di un paio di anni di vita, alti circa due metri, a una distanza di tre metri l’uno dall’altro. Abbiamo scelto una distribuzione omogenea, su un’area rettangolare, per poter meglio capire come reagiranno.

Che cosa vi attendete da questa sperimentazione?

Ci muoviamo in un ambito molto innovativo: ricerche scientifiche in diverse parti del mondo dimostrerebbero che si possono contrastare alcuni effetti del cambiamento climatico, tra cui l’aumento della temperatura nelle aree urbane, anche con piccoli interventi. Si possono creare le cosiddette “park cool island”, aree più fresche nei parchi grazie all’azione di piante disposte e utilizzate in un certo modo. Si è visto infatti che gli alberi svolgono diversi ruoli nel modificare il microclima, ad esempio abbassando la temperatura dell’aria e del suolo anche di alcuni gradi, grazie all’ombreggiamento e alla ritenzione dell’acqua piovana, intercettando la luce solare o riflettendo alcune onde luminose o assorbendo o trattenendo sulle foglie gli inquinanti presenti nell’aria.  Quello che vogliamo fare qui a Reggio è capire come, a livello locale e con piante molto utilizzate nel verde pubblico, si possano ottenere dei risultati.

Come procederete?

Gli alberi, piantati da una ditta incaricata dal Comune, sono stati irrigati fino ad oggi grazie ad alcuni volontari delle Guardie Ecologiche Volontarie (GGEV) che abitano nella zona. A primavera verificheremo il loro stato e cominceremo le rilevazioni, che verranno effettuate da docenti e studenti dell’Università. Vedremo come crescono, misureremo il diametro del fusto, la densità della chioma, misureremo la temperatura dell’aria, del suolo e l’umidità relativa, la velocità del vento e la radiazione solare. L’obiettivo è effettuare le rilevazioni per qualche anno. Se i dati ottenuti, come pensiamo, confermeranno le aspettative, ci serviranno per capire come fare interventi analoghi in città. L’idea è realizzare interventi puntiformi e diffusi, zone a fitta densità di vegetazione anche all’interno di parchi esistenti, piccole oasi più fresche, in cui si possano avere temperature più basse e respirare un po’ meglio anche nei periodi di grande caldo.