Trasporto pubblico: bus nuovi ed ecologici, più sicurezza alle fermate

Trasporto pubblico: bus nuovi ed ecologici, più sicurezza alle fermate

Sicurezza, sostenibilità, puntualità, maggiore comfort e qualità del servizio. Sono alcuni dei principali obiettivi che si pone l’Agenzia per la Mobilità di Reggio Emilia, cioè la società di proprietà degli Enti locali reggiani che svolge l’attività di regolazione del servizio ed ha un ruolo di interfaccia tra gli Enti e il gestore del trasporto pubblico (SETA Spa) a tutela dei cittadini e dei viaggiatori. Negli ultimi anni sono successe diverse cose importanti in tema di mobilità. Ne parliamo con l’amministratore unico dell’Agenzia, Michele Vernaci.

La flotta dei bus urbani ed extraurbani in servizio a Reggio e provincia è stata considerevolmente rinnovata negli ultimi anni, può darci qualche numero di riferimento?

I mezzi del trasporto pubblico che operano oggi sul territorio di Reggio Emilia sono complessivamente 270. Tra il 2013 e il 2018 ne sono stati acquistati 85, di cui 40 nuovi e 45 usati ma molto recenti. Tredici dei nuovi bus sono della tipologia a 18 metri di lunghezza e snodati, per rispondere meglio al numero di passeggeri delle ore di punta. Con i nuovi acquisti si è anche proceduto a sostituire i mezzi più datati, e quindi maggiormente inquinanti, con veicoli ad alimentazione più sostenibile. Nel 2017, ad esempio, sono entrati in servizio 18 autobus extraurbani e un 1 autobus urbano Euro 6 che hanno preso il posto di veicoli Euro 0 ed Euro 1 e hanno iniziato a sostituire anche gran parte degli Euro 2. Undici tra i bus usati acquistati sono Euro 5. È stata poi effettuata una considerevole manutenzione straordinaria, interna ed esterna, della flotta esistente, con la dotazione di aria condizionata, l’installazione di pedane e il rifacimento degli interni. L’investimento complessivo sostenuto dal gestore è stato superiore agli 11 milioni di Euro dei quali 4 milioni derivanti da contributi pubblici.

Che cosa è stato fatto invece per migliorare il servizio a terra?

Un aspetto a cui negli ultimi anni abbiamo posto particolare attenzione è stato l’incremento del livello di sicurezza delle fermate, prime fra tutte quelle di accesso ai poli scolastici. Si tratta di un progetto avviato nel 2014 con uno studio dettagliato delle condizioni delle fermate al servizio delle scuole principali della città e delle zone limitrofe. L’indagine ha permesso di individuare una serie di interventi, condivisi con Comune e Provincia. Presso le fermate di Porta S. Croce, al servizio del polo scolastico Makallè, è stata realizzata una piazzola di sosta sul retro della pensilina per garantire uno spazio di attesa più ampio e protetto. L’area è stata risistemata con un’apposita pavimentazione ed è stato creato un varco di collegamento tra la ciclabile e la pensilina. È stato poi realizzato un attraversamento pedonale semaforizzato prima dell’ingresso del polo scolastico, allo scopo di far moderare la velocità ai veicoli di passaggio.

In seguito, in via Sforza, sono stati creati marciapiedi e attraversamenti rialzati per un accesso più sicuro al sottopasso ferroviario. Nel settembre del 2017 è stata quindi realizzata una nuova stazione per gli autobus in via Paterlini con l’obiettivo di risolvere tutte le situazioni di promiscuità tra percorsi pedonali e veicolari, riordinando e separando i percorsi, realizzando marciapiedi rialzati e un tracciato ben definito per l’accesso dei pedoni alla stazione. Nella fermata sono state create sette piazzole di sosta per i bus, una corsia di transito per i mezzi pubblici e sono state installate transenne metalliche per separare e proteggere i percorsi dei pedoni. Pavimentazione dei marciapiedi, cordoli e asfaltature sono state totalmente sostituite e rinnovate, così come la segnaletica stradale, l’illuminazione e l’arredo urbano. Altri interventi di miglioramento della sicurezza delle fermate, a seguito dello studio del 2014, sono stati fatti al Polo Zanelli-Motti e al Polo Centro. L’investimento economico sostenuto è stato di oltre 200.000 euro.

Un altro intervento strategico è stato quello sulla nuova fermata di Piazzale Giovanni Paolo II, adiacente a viale Isonzo. Cosa ha comportato?

Questa grande fermata, a servizio del centro storico e dei plessi scolastici di via Makallè, è utilizzata ogni giorno da oltre 5.000 passeggeri e viene effettuata da otto linee urbane. A fine 2016 è stata progettata per garantire comfort e sicurezza, con una corsia completamente separata dal traffico veicolare della circonvallazione e dotata di un apposito semaforo per facilitare la ripartenza dei bus. Sono state introdotte pensiline innovative e pannelli informativi dinamici aggiornati in tempo reale. Insomma, abbiamo creato anche qui una fermata sicura, confortevole, illuminata, al servizio  degli studenti e di tutti i viaggiatori che la utilizzano quotidianamente. L’investimento complessivo sostenuto, fra infrastrutture e tecnologie, è stato di 150.000 euro.

Si è intervenuti anche sull’informazione ai viaggiatori, quali le novità introdotte in tempi recenti?

Grazie al progetto GIM (Gestione Informata Mobilità) è stata attuata la gestione centralizzata delle informazioni sul monitoraggio del trasporto pubblico locale. A bordo dei bus sono stati installati sistemi tecnologici per controllare il percorso in termini di regolarità, puntualità e affidabilità e a terra, presso le fermate sia del servizio urbano che di quello extraurbano, sono stati installati negli ultimi anni sempre più pannelli a messaggio variabile e paline intelligenti per dare informazioni in tempo reale sui percorsi e gli orari dei bus. L’investimento complessivo è stato pari a  1.300.000 euro di cui 390.000 cofinanziati da Agenzia e SETA.

Come è stato risolto l’annoso problema dei pochi taxi circolanti a Reggio Emilia?

Nel 2016 abbiamo pubblicato un bando di gara per assegnare 24 nuove licenze di taxi in città. Nel 2017 abbiamo iniziato con le prime assegnazioni e nell’estate 2018 siamo andati a pieno regime: ora a Reggio i taxi in circolazione sono 60, contro i 36 di due anni fa. Abbiamo accelerato il più possibile i tempi di assegnazione, grazie anche alle previsioni della legge Bersani, per far fronte a una situazione di carenza che era ormai divenuta insostenibile, anche in seguito all’attivazione della stazione Alta Velocità Mediopadana. Il numero appare ora adeguato per  le esigenze della città e le nuove licenze hanno anche premiato i veicoli a basso impatto ambientale come ibridi o totalmente elettrici.