“Tecnologie in famiglia”, genitori e figli si confrontano sul mondo digitale

“Tecnologie in famiglia”, genitori e figli si confrontano sul mondo digitale

A fine gennaio 2019 è partito Tecnologie in famiglia, un ciclo di sei incontri – dialoghi, workshop e laboratori -promosso dal Comune di Reggio Emilia, che si rivolge a genitori e figli per affrontare insieme temi legati all’utilizzo del web, dei social network e del digitale in genere. A curare gli appuntamenti, che si svolgono in centri sociali, circoli e parrocchie, è l’associazione ioNoi FAMIGLIA. Mariafrancesca Sidoli, mediatrice familiare e scolastica, ne è Presidente e socia fondatrice, insieme alla psicologa Daniela Beltrami e all’avvocatessa Valeria Pisi.

Dottoressa Sidoli, da dove nasce l’idea di questo progetto?

La nostra associazione culturale e di promozione sociale è nata nel 2014 con l’obiettivo di offrire un supporto multiprofessionale e multidisciplinare, mettendo insieme le competenze delle tre fondatrici per affrontare le varie situazioni di crisi che si possono presentare nella quotidianità delle famiglie. Ad esempio le separazioni, il rapporto con i figli, il bullismo e anche il cyberbullismo. Il progetto “Tecnologie in famiglia”, in particolare, è nato in seguito ad alcuni laboratori svolti dal 2016 sui temi del digitale e del web. In quell’occasione ci siamo resi conto che esistevano diversi fenomeni da affrontare e che andava fatto con una certa urgenza, in un momento storico importante in cui si assiste a una rivoluzione silente. Pensiamo ad esempio agli aspetti delicatissimi relativi alla reputazione online o agli atteggiamenti violenti tenuti sui social media. L’approccio seguito in tutto il ciclo di incontri che abbiamo proposto è approfondire i temi dell’educazione al digitale con particolare attenzione alla prevenzione di comportamenti illeciti edare qualche strumento utile per sapere cosa fare nel caso si presentino delle criticità.

Perché nei vostri incontri adulti e ragazzi si ritrovano insieme?

È evidente che oggi gli adulti si trovano in difficoltà nel gestire il gap generazionale con i figli, nativi digitali. I genitori, anche se della generazione X, e ancora più i nonni finiscono per avere un ruolo di “immigrati digitali” e si trovano sempre di rincorsa nel colmare la distanza con i più giovani. I ragazzi sono velocissimi con le tecnologie ma hanno soprattutto competenze tecniche ed emulano gli adulti fin dalla tenerissima età nell’uso dei dispositivi. Quello che manca loro, in questo ambito, sono invece le competenze emotive e valoriali. In genere l’atteggiamento degli adulti verso i figli che usano le tecnologie digitali è o di estremo permissivismo o di ansia che genera proibizione. L’adulto invece non può abdicare al proprio ruolo di guida e deve continuare a farlo anche su un terreno in cui non sempre è preparato, diventando anche educatore digitale per aiutare i giovani a usare le tecnologie in maniera critica, senza inutili proibizioni. Per questo abbiamo pensato che il modo migliore fosse fare incontrare le generazioni in occasioni in cui si dialoga molto e in cui si fanno anche esperienze coinvolgenti sia per gli adulti che per i ragazzi. Questa è la caratteristica che riteniamo più innovativa nel nostro progetto.

Come si svolgono gli incontri?

Genitori e figli interagiscono e giocano insieme, gli esperti che intervengono di volta in volta aiutano a far emergere temi e riflessioni interessanti. Facciamo lavorare a piccoli gruppi per ottenere migliori risultati e perché ci sia più partecipazione diretta. Mediamente prendono parte agli incontri 20 ragazzi, con un’età che va dagli 11 ai 14 anni, e circa 40 genitori. C’è un gruppo che, per avere un quadro il più possibile esaustivo, sta seguendo ogni tappa del ciclo di incontri, che vengono organizzati in particolare nelle zone periferiche della città.

È stato raggiunto qualche risultato?

Si arriva sempre a cambiare qualche atteggiamento, da una parte e dall’altra. Ad esempio durante l’incontro dedicato ai videogiochi molti adulti hanno avuto la riprova che essi non sono necessariamente pericolosi e che, anzi, molto spesso stimolano ragionamenti e competenze. Molte convinzioni andrebbero abbattute ed esplorare insieme ai figli è la soluzione più opportuna. Una cosa che ci hanno detto diversi ragazzi dopo quell’incontro può dare l’idea delle conquiste che si possono ottenere: “Da quando giochiamo insieme è tutto molto più divertente”. C’è ancora tanto da fare ma pensiamo di essere sulla strada giusta perché i ragazzi hanno molta voglia di parlare di questi temi, se ascoltati senza pregiudizio. I nostri incontri sono l’occasione per fare tutto questo.