Sicurezza e legalità, con l’impegno di tutti la comunità è più protetta

Sicurezza e legalità, con l’impegno di tutti la comunità è più protetta

In principio, erano due. Un anno e mezzo dopo, oggi, sono 17 i “Gruppi di Controllo di Comunità”. 1000 cittadini, volontari della sicurezza, protagonisti di quel circuito virtuoso che si alimenta attraverso relazioni di comunità, vicinato che si fa presidio del territorio, cittadinanza partecipata, sussidiarietà. Una quarantina i coordinatori dei Gruppi, che si rapportano con la Polizia locale e le altre forze di Polizia. Ruoli e doveri ben definiti: nessuna ronda e tanto meno pattugliamento attivo del territorio. Si osserva, si comunica via chat, si allertano le forze dell’ordine. Soprattutto, al bando gli interventi personali e le imprudenze. Si è cominciato da qualche via cittadina, si è arrivati a insediamenti urbani con oltre 5000 abitanti.

Relazioni di vicinato e sicurezza “dal basso” 

Venne il capo della Polizia, Franco Gabrielli, nel febbraio 2017 a sottoscrivere quel “Protocollo sul Controllo di Comunità” che da subito aveva l’obiettivo di promuovere un progetto di legalità centrato sulla cooperazione e la partecipazione diretta dei cittadini, debitamente formati, a fianco della Polizia Locale  e delle altre forze di Polizia.

Il Comune di Reggio Emilia, promotore del progetto, attiva incontri di conoscenza e sensibilizzazione, svolge funzioni di tutor, promuove buone pratiche. Collaborazione istituzionale, che parte dal “basso”: cittadini che si sentono “insicuri” chiedono un incontro con le istituzioni, si attivano Gruppi e coordinatori, nelle zone interessate compaiono segnaletica dedicata e, progressivamente, le telecamere.

“Un modo di vivere e di essere comunità che ci appartiene, tipicamente emiliano – ha sottolineato in più occasioni il sindaco Luca Vecchi  –. Il Protocollo, infatti, ha radici nell’idea di vicinato che è stata di un tempo assai diverso dal nostro, ma che possiamo declinare in un‘idea attuale di comunità. Dove c’è comunità ci sono valori, fra i quali la sicurezza e la legalità, e dove ci sono questi valori condivisi c’è cittadinanza”.

La convinzione del primo cittadino che il Protocollo poggiasse su “basi solide” è stata confermata dai positivi risultati di adesione e di potenziamento degli interventi legati alla sicurezza (circa 200). Il presidio spontaneo del territorio reggiano, in una cornice di sussidiarietà, funziona, senza alcuna necessità di militarizzare la città.

“Qui a Fogliano l’impegno di tutti paga”

Moreno Magnani è il coordinatore del Gruppo “Fogliano 2”, a presidio della zona centrale della frazione di Reggio Emilia, che annovera in totale 3 Gruppi. “Siamo stati tra i primi ad aderire al Protocollo – sottolinea – e qui funziona bene. Grazie alle segnalazioni via chat riusciamo a comunicare in tempo utili alla Polizia locale situazioni di rischio, e siamo riusciti a impedire vari tentativi di furto. Chi fa parte del Gruppo partecipa secondo le regole, la gente ha fiducia, il rapporto con le forze dell’ordine è consolidato. E stiamo parlando di un progetto che ha potenzialità per crescere ancora, grazie alla segnaletica e soprattutto alle telecamere”.

Al rafforzamento del tessuto sociale e della coesione cittadina Magnani dà impulso anche in qualità di vicepresidente del Centro Sociale di Fogliano. “In collaborazione con la parrocchia e con la Cooperativa sociale L’Ovile abbiamo messo in campo, dal settembre scorso, un bel progetto che vede protagonisti anche i richiedenti asilo. Il sabato ci troviamo a pulire il parco cittadino. Ed è un bel segnale, di inclusione, di presidio del territorio e, in sostanza, di sicurezza”.

I “Gruppi di Controllo di Comunità”

Ecco, dopo un anno e mezzo circa dalla loro costituzione, i 17 Gruppi di “Controllo di Comunità” operativi nel territorio Reggiano.

  • Cavazzoli
  • Roncocesi
  • Canali
  • Due maestà (2 gruppi)
  • Fogliano (3 gruppi)
  • Gavassa
  • Massenzatico
  • Pieve (2 gruppi)
  • Carrozzone
  • Campo di Marte
  • Rivalta (4 sottogruppi)
  • San Bartolomeo
  • Via Monzani