Robot e automazione, dal Tecnopolo di Reggio Emilia portiamo la scienza a spasso tra le aziende

Robot e automazione, dal Tecnopolo di Reggio Emilia portiamo la scienza a spasso tra le aziende

Innovazione e ricerca, sviluppo e formazione. Quel polo d’eccellenza, nato per produrre e diffondere conoscenza, attrarre imprese hi-tech e ad alto valore aggiunto, fungere da incubatore di start up e spin-off, quel “futuro che è già qui” che è il Parco Innovazione di Reggio Emilia ospita il Tecnopolo, cuore del progetto di trasformazione delle Reggiane in un hub europeo scientifico-tecnologico-umanistico. All’interno del Tecnopolo quattro centri per la ricerca industriale accreditati alla Rete Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna. Tra questi, c’è il gruppo di ricerca Ars Control, Laboratorio universitario attivo già dal 2001, dove una trentina tra docenti, ricercatori, studenti sono memoria e artefici del nuovo ingegno che si applica alle imprese. Cesare Fantuzzi, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Reggio Emilia, è il fondatore di Ars Control .

Professor Fantuzzi, di cosa vi occupate esattamente?

Il Laboratorio è impegnato nella ricerca di base e industriale sull’applicazione della teoria del controllo, della robotica e dell’automazione. Abbiamo messo in campo progetti che riguardano il controllo del traffico di robot mobili, sistemi multirobot, teleoperazione; nell’automazione, modellizzazioni di software di controllo e di macchine meccatroniche; nella modellistica, controllo di sistemi, valutazione e “prognosi” per macchinari industriali. In altre parole, il nostro intento è di portare la scienza a spasso tra le aziende per stimolare innovazioni e migliorie.

Come questa attività di ricerca si traduce nel concreto e dove vengono applicate queste innovazioni? 

C’è la volontà di costruire un forte legame tra industria e mondo accademico. Cercando di creare solide cooperazioni per affrontare i problemi tecnici reali affrontati ogni giorno dall’ingegneria delle applicazioni nell’industria con metodologie e soluzioni innovative dal mondo accademico. Concretamente, studiamo e interpretiamo i problemi di innovazione tecnologica delle aziende. Le visitiamo di persona, inseriamo i nostri studenti. Obiettivo: capire dove si può innovare e proporre interventi all’avanguardia. Le aziende possono poi attivare rapporti di collaborazione diretta, attraverso gli “assegni di ricerca”, assunzioni a tempo determinato.

Ars Control ha rapporti diretti con una trentina di realtà del territorio reggiano, e non solo. Quali sono le esperienze più significative e che obiettivi sono stati raggiunti?

Tra i progetti di maggiore successo possiamo citare gli studi sul coordinamento di robot mobili in campo industriale, che rendono più sicuri ed efficienti le flotte di carrelli automatici di Elettric 80 di Viano. Un altro esempio di successo è lo studio di metodologie per sviluppare software più intelligenti per il controllo di macchine automatiche per la Clevertech di Cadelbosco.

Il Laboratorio è anche coordinatore e protagonista dei Progetti Europei. Negli ultimi quattro anni, i dati dicono che siete stati in grado di attivare finanziamenti europei per oltre 2 milioni di euro, più 1 di investimenti privati.

Tra i principali progetti europei che sono correntemente attivi, possiamo citare “IMPROVE”, che riguarda l’applicazione di tecnologie di Industria 4.0 a casi di studio aziendali: il progetto è coordinato dall’Università tedesca Ostwestfalen-Lippe University of Applied Sciences e comprende 9 partner oltre all’Università di Modena e Reggio Emilia. Quindi il progetto “INCLUSIVE”, coordinato dal nostro gruppo di ricerca, che studia nuove tecnologie per l’interazione intelligente tra le macchine e gli operatori, cercando di facilitare il lavoro delle persone, in particolare quelle più anziane e con difficoltà funzionali.

Il tema delle risorse umane  e della formazione è essenziale. Come vi muovete?

Gli studenti vengono coinvolti in attività di formazione teorica e pratica legate all’innovazione e allo sviluppo tecnologico. In aula e attraverso stage dove vengono impegnati in progetti di ricerca e messi alla prova con sperimentazioni sui progetti. La risorsa umana è il vero valore aggiunto dell’innovazione. Le aziende necessitano di ragazzi formati, i laureati hanno già un contratto di lavoro in tasca, spesso possono scegliere tra più proposte. Gli studenti aumentano del 10-20% costantemente. Quest’anno abbiamo 500 matricole, ma il numero è sempre inferiore alle richieste delle imprese.

Il Tecnopolo vuol essere fulcro e motore per la ricerca e l’innovazione, in un circuito virtuoso Comune-Università-Aziende. Come lo si valorizza presso il territorio?

Siamo costantemente impegnati nel far capire cosa significano innovazione, robotica, automazione. L’evento clou è la “Notte dei ricercatori”, dove presentiamo alla città e alle scolaresche le nuove tecnologie, i robot, la realtà virtuale e quella aumentata. Il Tecnopolo è un punto di aggregazione della ricerca estremamente utile, un investimento importante. La sfida per il futuro è avere  spazi ancora più adeguati alle esigenze di lavoro, per renderlo sempre più operativo. E un’azione di comunicazione e valorizzazione puntuale ed efficace nel tempo.