Comune e privati: insieme per far risplendere le facciate dei palazzi del centro storico

Comune e privati: insieme per far risplendere le facciate dei palazzi del centro storico

Un luogo di pregio in cui ciascuno si identifica, che rappresenta la “reggianità” e come un bene comune, custode della memoria collettiva e simbolo dei valori e delle eccellenze della città, attraverso l’impegno e il protagonismo di tutti va salvaguardato e abbellito. Il volto antico, la garbata bellezza e la dignità del cuore di Reggio Emilia, il centro storico, vengono esaltati in questi mesi da una serie di interventi di spessore, frutto di una virtuosa collaborazione tra amministrazione comunale, associazioni di categoria, singoli cittadini.

Un “filo rosso” lega la costituzione in città del Gruppo antigraffiti, volontari organizzati attorno a Confedilizia, Comune, Soprintendenza, Province e Liceo Chierici che opera dalla scorsa primavera, all’insieme delle azioni che riguardano i 33 edifici le cui facciate stanno ritornando all’antica bellezza. Ovvero l’impegno e il protagonismo della comunità, in tutte le sue articolazioni, a promuovere la qualità urbana, la riqualificazione e la valorizzazione del centro storico.

La partnership pubblico-privato ha trovato ulteriore spinta nella collaborazione sulle facciate. Dei trentatre edifici selezionati in base al loro rilievo storico-architettonico e in quanto di pubblico interesse attraverso il Bando 2018 promosso dal Comune (finanziato con 300mila euro), ben 29 facciate vedono a oggi realizzata o in fase di completamento la loro riqualificazione. Per l’esattezza, 18 i restauri che si possono considerare già conclusi, 11 quelli in corso più altri 4 in fase di avvio.

Piazze, strade secondarie, vie principali: complessivamente, saranno recuperati 13.000 metri quadrati di facciate, per un investimento privato che supererà 1,3 milioni di euro. Da alcuni di questi immobili è passata la “grande storia”, compresa quella della musica e del teatro. Corso Garibaldi 32 vide nascere e provare, nell’appartamento Borciani, il celebre Quartetto Italiano, fra i più grandi di ogni tempo. In via Roma, palazzo Maria Melato porta il nome della celebre attrice reggiana, fra i maggiori interpreti di Pirandello, D’Annunzio, Cocteau. Il palazzo Vescovile, alcuni stabili che si affacciano lungo il corso Garibaldi e via Ariosto – palazzo Cosselli, palazzo Rangone, palazzo Spalletti e la barocca e scenografica chiesa del Cristo – la cui riqualificazione va di pari passo con le opere finanziate dal ministero dei Beni e delle Attività culturali per le piazze Gioberti e Roversi (del Cristo) e della stessa via Ariosto. Quindi l’antica dimora natale di Daria Malaguzzi, madre di Ludovico Ariosto tra via Palazzolo e vicolo delle Rose, il palazzo Omozzoli Parisetti e palazzo Calvi di Coenzo in via Toschi. E ancora: edifici in piazza della Vittoria e piazza San Prospero, altri sei posti sulla via Emilia tra San Pietro e Santo Stefano fra cui l’antico palazzo Linari di via Emilia Santo Stefano; due edifici presso piazza Fontanesi all’angolo rispettivamente con via San Carlo e via Campo Marzio; tre in via Roma tra cui palazzo Guidotti, sede della Camera del Lavoro; la chiesa di San Giovanni Evangelista, nota come chiesa di San Giovannino.

I 18 interventi conclusi

  • Palazzo Linari – via Naborre Campanini 1;
  • Palazzo Spalletti – via Ludovico Ariosto 2;
  • via Cantarana 13;
  • via Macari 5;
  • Palazzo Maria Melato – via Roma 39;
  • Palazzo Cosselli – corso Garibaldi 7;
  • Palazzo Guidotti (Camera del Lavoro) – via Roma 53;
  • Edificio di via Roma 33;
  • Oratorio di San Giovannino Evangelista – piazza San Giovanni;
  • Edificio di via San Giuseppe5;
  • Palazzo di via Emilia San Pietro 26;
  • Edificio di corso Garibaldi 32;
  • Immobile di via Guido da Castello 6;
  • Palazzo di piazza Minghetti 2;
  • Palazzo di via Emilia Santo Stefano 24;
  • Palazzo Calvi di Coenzo – via Toschi 17;
  • Galleria Cavour 7 e 9;
  • Edificio di piazza Scapinelli 5

Gli 11 interventi in corso

  • Palazzo tra piazza San Prospero e via Toschi 10;
  • Palazzo di via Crispi 4 e 6;
  • Edificio di via Emilia San Pietro 13 e 15;
  • Chiesa del Cristo – via Ludovico Ariosto-piazza Roversi;
  • Palazzo di piazza San Prospero 2;
  • Edificio di via Palazzolo 4;
  • Palazzo di via Vittorio Veneto 4;
  • Edificio di via Ferrari Bonini 9;
  • Immobile di via Resti 4;
  • Palazzo di via Campo Marzio 1;
  • Chiesa di Sant’Agostino – via Reverberi 3;

I 4 interventi da iniziare

  • Palazzo Omozzoli Parisetti – via Toschi 24;
  • Edificio di via Resti 7;
  • Palazzo Vescovile – via Vittorio Veneto 6;
  • Palazzo Rangone – corso Garibaldi 1 e 3.

I 33 palazzi coinvolti dal Bando Facciate non sono che la punta dell’iceberg degli oltre 1.000 cantieri per la riqualificazione di immobili privati realizzati dal 2015 a oggi. Di questi, il 42% corrisponde a ristrutturazione complessiva dell’immobile. Da rilevare inoltre che gli interventi edilizi hanno comportato l’insediamento e riqualificazione di una molteplicità di usi e funzioni che arricchiscono il contesto sociale ed economico del Centro storico: dalla residenza ad alta qualità in grado di occupare con poche unità immobiliari importanti edifici, a nuove forme di residenza per studenti e professionisti. Si registra inoltre una molteplicità di interventi collegati al terziario: commercio, servizi alla persona e alle imprese che ritornano in Centro storico riletto come luogo valido per far incontrare domanda ed offerta. Una dinamica dunque che si sta autoalimentando e trova nell’azione congiunta pubblico-privata la chiave per aumentare la qualità urbana del Centro storico.