Alessandro: “Reggio 2029, un confronto fra studenti ed esperti per pensare assieme alla città di domani”

Alessandro: “Reggio 2029, un confronto fra studenti ed esperti per pensare assieme alla città di domani”

Probabilmente è il “record boy” di Reggio Emilia in quanto ad impegni extrascolastici. Alessandro Mammi, 18 anni, quinta Informatica al BUS Pascal appena iniziata, è uno che non si tira mai indietro quando c’è da organizzare, coordinare, proporre, fare rete. Tanto da essere attivo in praticamente tutti i principali progetti di Reggio per i giovani: è membro della Consulta provinciale degli studenti, è tra i fondatori di Labav (il Laboratorio avanzato di cittadinanza) e tra gli organizzatori dei seminari di “Reggio 2029. Giovani conversazioni sul futuro”. La prima cosa che viene da chiedergli è dove trovi il tempo per studiare e poi – quasi scherzando – chi glielo faccia fare.

Lui non si scompone e, con sincerità, spiega: “Mi piace spendermi in tutto quello che faccio, ho sempre avuto questa indole. Forse mi deriva dall’esperienza negli scout, chissà, o sarà l’educazione che mi è stata data. Mi fa stare bene veder stare bene le persone che mi stanno vicino, dare aiuto a chi mi è intorno. Comunque metto sempre la scuola davanti a tutto, anche se non sono uno che si ammazza sui libri: se devo scegliere preferisco coltivare le mie passioni e sentirmi una bella persona piuttosto che essere uno che passa il suo tempo solo a studiare”.

Partendo dal tuo ultimo impegno, come sei entrato nell’organizzazione di Reggio 2029

Me lo ha chiesto la preside della mia scuola e ho accettato volentieri, anche se era un progetto nuovo di cui non sapevo nulla. Lo scopo era quello di dare vita a un ciclo di incontri tematici, con i giovani delle classi quarte e quinte superiori come protagonisti di conversazioni e dialoghi con il sindaco di Reggio e testimoni specialisti nei loro settori. Un processo partecipato che, oltre a noi studenti di vari istituti di Reggio (siamo in due per scuola e una decina di docenti), coinvolge insegnanti del servizio Officina Educativa del Comune e alcune associazioni. Per il primo anno sono state proposte tre conversazioni su tre temi molto sentiti da tutti: ambiente, migrazioni e sport. I nomi degli ospiti sono venuti con la stessa immediatezza con cui mi sono venuti in mente i temi. A parlare di ambiente abbiamo chiamato lo scienziato Stefano Mancuso, per lo sport il nostro campione olimpico Stefano Baldini e sulle immigrazioni è intervenuto l’ex calciatore Lilian Thuram. Il sindaco Vecchi è stato presente a tutti i tre appuntamenti.

Che tipo di incontri sono stati?

Per capirlo meglio bisogna partire dal titolo del progetto, “Reggio 2029”: il soggetto principale siamo noi giovani di oggi, attorno ai 20 anni, e come saremo, o come vorremmo e ci immaginiamo di essere, nel 2029. Dentro questi dialoghi e conversazioni c’è quindi anche la proiezione di come vorremmo la nostra città e il mondo tra una decina di anni, le aspettative sul futuro che comincia adesso. Sono state tutte conversazioni stupende, a cui hanno partecipato ogni volta circa 300 studenti delle scuole superiori. Si sono svolte presso la sede della Fondazione Aterballetto e prima di ogni incontro le classi di indirizzo teatrale hanno realizzato una coreografia ad hoc. Poi uno studente a turno per classe esponeva materiali e contenuti che avevamo preparato per l’argomento. Avevamo convenuto che al centro ci fossimo noi giovani, con le nostre idee da condividere, con le domande spontanee, le provocazioni, i dubbi che ponevamo… La gran parte degli studenti ha partecipato con attenzione e anche con emotività, sono emersi i problemi e le risorse che abbiamo sul nostro territorio su ognuno dei temi trattati, quello che vorremmo fosse migliorato e quello che funziona e che vorremmo continuasse a funzionare. Anche i testimoni, penso ad esempio all’intervento di Thuram sul razzismo, ci hanno aperto a nuovi dubbi e domande, anche sul nostro modo di vedere le cose. E tanti, come me, hanno capito che tocca sempre a noi informarci e saper guardare oltre le apparenze, cambiando se necessario il nostro modo di pensare.

Avete già un’idea di quali saranno i temi che verranno affrontati da “Reggio 2029” nell’anno scolastico che è appena cominciato?

Abbiamo cominciato a confrontarci sul programma di quest’anno ma non abbiamo ancora definito esattamente quali, né chi invitare a parlare. Siamo abbastanza concordi almeno su tre argomenti di grande interesse: cyberbullismo, fake news e dipendenze. Al più presto arriveremo alla proposta definitiva.

Sei anche membro della Consulta provinciale studenti, di cosa si tratta?

È un organo di coordinamento tra le varie scuole di Reggio e provincia in cui si ritrovano rappresentanti di tutti gli istituti per pensare e organizzare eventi di vario genere o segnalare problematiche da risolvere. Per iniziativa della Consulta sono state organizzate manifestazioni o viaggi di studio sul tema della legalità, delle diversità culturali, in occasione della Giornata della Memoria. Per quest’anno scolastico abbiamo in programma il “Culture Day”, una giornata dedicata alla cultura in cui fare cose insieme a molte organizzazioni reggiane.

Sei anche tra i fondatori del Laboratorio avanzato di cittadinanza…

Lo abbiamo creato insieme ad alcuni studenti che venivano dalla bella esperienza delle “Palestre di educazione civile”. Lo abbiamo chiamato Labav ed è un modo per continuare a lavorare sui temi che ci stanno a cuore, coinvolgendo i giovani che vogliono continuare quell’impegno. Se una persona ha voglia di fare a Reggio sicuramente trova cosa fare: ci sono molti luoghi e iniziative in cui portare una propria nota positiva, c’è sempre una porta aperta, ci sono attività anche giornaliere, è una città piena di volontariato che cerca persone che vogliano dare qualcosa in più, piena di luoghi in cui potersi esprimere.