La rivoluzione dei nidi: 1.000 famiglie reggiane quest’anno risparmieranno sulle rette

La rivoluzione dei nidi:  1.000 famiglie reggiane quest’anno risparmieranno sulle rette

Mille famiglie reggiane risparmieranno quest’anno scolastico, a seconda delle fasce Isee e del tipo di frequenza al nido, dai 150 ai 400 euro. Nello specifico, per i genitori dei bambini che frequentano il nido a tempo pieno lo sconto è di 40 euro mensili per le fasce di reddito intermedie (da 8.300 a 30.000 euro) e di 20 euro mensili per le fasce più alte (fino a 32.000 euro e oltre). Per la frequenza al nido part time gli sconti sono rispettivamente di 30 e 15 euro mensili. Restano invariate le rette delle due fasce Isee più basse (fino a 6.200 euro di reddito). Per finanziare il provvedimento si è deciso di destinare una parte significativa delle risorse del Decreto legislativo 65/2017, un’articolazione della Buona Scuola: il 40% anziché il 20% previsto.

Scolarizzazione tra le più alte d’Italia

“I nidi più belli al mondo ora sono anche più accessibili”, è lo slogan che accompagna uno dei principali provvedimenti dell’amministrazione comunale per il 2018, il calo delle rette per accedere ai nidi d’infanzia comunali (12) e convenzionati (14) di Reggio Emilia. La scelta di intervenire sul sistema tariffario si è orientata sulla riduzione delle rette dei nidi in quanto più onerose per le famiglie rispetto a quelle delle scuole dell’infanzia, che già godono del regime previsto dalla legge sul diritto allo studio.

Stiamo parlando di numeri di tutto rispetto: Reggio Emilia ha percentuali di scolarizzazione tra le più alte in Italia: 44% al nido (circa 2.000 bambini sugli oltre 4.500 in età), più del 90% alla scuola dell’infanzia (su una popolazione scolastica di circa 5.000 bambini).

Riduzione per 11 fasce Isee

Un provvedimento, lo sconto, che incide su 11 delle 13 fasce Isee; rette che vanno dai 54 ai 401 euro mensili per la frequenza ai nidi part time (416 l’anno passato) e dai 63 ai 520 euro ai nidi a tempo pieno (540). Di fatto, si è convenuto come sia la classe media quella che risente maggiormente della crisi (le più povere godono di un sistema di tutele efficace) e che lo sconto potrà incidere in maniera significativa sulla riduzione degli abbandoni.

Senza aumentare le tasse, Reggio Emilia ha dunque ridotto le rette, senza tralasciare benefici per tutto il sistema educativo integrato reggiano, con nuove risorse destinate a scuole Fism, statali, steineriana, che si aggiungono ai 21 milioni di euro annuali che il Comune trasferisce all’Istituzione per la fascia 0-6.

Percorso partecipato con genitori, insegnanti, operatori

La decisione è giunta al termine di un percorso partecipato e condiviso – “cifra politica” dell’amministrazione reggiana – che ha visto protagonista la Commissione Criteri e Rette (una cinquantina i rappresentanti tra genitori, operatori dei nidi e delle scuole dell’infanzia, personale dell’Istruzione), coinvolta da febbraio a giugno scorso. Un percorso che si è sviluppato attraverso quattro incontri, molto frequentati, durante i quali si sono dapprima analizzati i dati dell’Osservatorio demografico del Comune, sentiti gli esperti e quindi si è passati alla definizione della proposta vera e propria. Prossimo appuntamento a novembre, per una prima verifica dell’efficacia e della funzionalità del provvedimento. Lungo la strada che vede l’inserimento anche dei nidi nel percorso educativo completo – superando la dimensione del “servizio a domanda individuale” che li rende più onerosi – e cercando di avvicinarli sempre di più alle famiglie.