Menù personalizzati per i bambini. La salute nelle scuole reggiane passa attraverso il cibo di qualità

Menù personalizzati per i bambini. La salute nelle scuole reggiane passa attraverso il cibo di qualità

“Ho due bimbe che a scuola hanno bisogno di un menù speciale: la più grande soffre di diabete, la più piccola è celiaca. È inevitabile che siamo molto sensibili a tutti gli aspetti che riguardano il cibo, l’alimentazione e il benessere ma devo dire che riceviamo grande attenzione da parte di chi si occupa delle mense scolastiche”. Patrizia D’Arino è una mamma che, come la gran parte dei genitori, si preoccupa di cosa mangiano i figli anche quando sono fuori di casa.

Le sue bambine frequentano la scuola primaria statale “Giacomo Leopardi” di Reggio, una in prima e una in terza, e la loro necessità di pietanze e ingredienti particolari comporta attese che, come testimonia mamma Patrizia, non vengono deluse da chi si occupa di preparare i pasti che sono serviti a scuola. “Abbiamo scoperto per entrambe alla scuola primaria il loro problema di alimentazione e abbiamo trovato CIRFOOD sempre molto attenta alle nostre esigenze – racconta Patrizia D’Arino -. Mi contattano regolarmente per concordare insieme il menù più adatto e curano soprattutto che le bambine non si sentano diverse dai loro compagni quando sono a tavola, un’accortezza che ci fa molto piacere. Per questo il loro menù non è poi così differente da quello degli altri, solo nelle quantità opportune e tutto senza glutine. Così non devono quasi mai rinunciare alle cose che mangiano tutti: ad esempio il cioccolato viene dato pesato a quella che soffre di diabete o il gelato è senza glutine per la più piccola. Per tutti vengono poi serviti alimenti genuini, che forse i bambini non sono abituati a mangiare a casa e di cui alcuni non conoscono nemmeno l’esistenza. Ma questo è giusto che venga fatto perché possano provare un po’ di tutto, soprattutto se fa bene, e si costruiscano un loro gusto”.

L’emozione dei bambini #atavolacolsindaco

L’anno scorso una delle figlie ha anche partecipato al progetto #atavolacolsindaco e il ricordo, nel racconto fatto a mamma Patrizia, è ancora vivo: “Mi ha detto che è stato molto bello e che era emozionata di avere il sindaco a tavola con loro, le insegnanti avevano spiegato che sarebbe andato a trovarli una persona importante e quindi nei bambini c’era questo senso di meraviglia di poter pranzare insieme a lui, parlando e discutendo di cosa mangiavano a scuola. Anche per i genitori è stata un’occasione per toccare con mano la qualità del servizio mensa. Quel giorno erano a disposizione assaggi a buffet dei vari menù proposti durante il mese, in modo che ci si potesse fare un’idea complessiva. I commenti dei genitori presenti sono stati tutti molto positivi”.

Il 17 novembre seminario sul cibo, al debutto una app utile alle famiglie

Tutti i genitori potranno comunque prestissimo, senza difficoltà, utilizzare la app NUBI che consente di scaricare e visionare il menù settimanale e stagionale dei propri figli e ricevere i consigli per la cena, seguendo le linee guida per un’alimentazione sana e adeguata all’età. La app sarà disponibile anche per Reggio Emilia entro il mese di novembre grazie alla collaborazione tra il Comune e il dipartimento di Scienze matematiche, fisiche ed informatiche dell’Università di Parma. Sabato 17 novembre il progetto sarà presentato nel corso di un seminario aperto alla città sul tema del cibo a scuola in cui si parlerà anche di tutte le iniziative avviate di recente e negli ultimi anni.

Tanti progetti sull’educazione alimentare, protagoniste le scuole

Numerosi sono infatti i progetti che in questi anni sono stati realizzati insieme alle equipe del servizio del Comune Officina Educativa. Quest’anno sono 7 le scuole primarie che lavorano in collaborazione con Officina Educativa su questioni etiche come il diritto all’alimentazione e lo spreco alimentare, cercando insieme ai bambini e ai ragazzi strategie e pratiche anti spreco per recuperare le eccedenze alimentari. A partire dall’anno scolastico 2016-2017 Officina Educativa, in collaborazione con CIRFOOD, le parrocchie del Buon Pastore e Regina Pacis, ha promosso e sostenuto la nascita di una rete di raccolta e distribuzione a persone in difficoltà dei pasti in eccedenza nelle scuole a tempo pieno. La raccolta delle eccedenze è già attiva nelle sale-pranzo di 6 scuole primarie a cui se ne aggiungeranno altre 5 (San Giovanni Bosco, Bergonzi, Calvino, Don Milani, King, Pezzani, Leopardi, Dante, Pascoli, Cà Bianca, Ghiarda).

Fondamentale sui temi che hanno a che fare con l’educazione alimentare è anche il coinvolgimento dei genitori. Chi ha figli che pranzano alla mensa della scuola sa che l’alimentazione è una questione che merita la massima considerazione, al pari degli altri insegnamenti pedagogici ed educativi. Mangiare bene, in maniera sana, è inoltre un modo per dare valore al cibo che va oltre il solo aspetto nutritivo. Perché cibo è anche occasione di incontro e relazione, di condivisione, di approfondimento e apprendimento.

Food Shuttle, un laboratorio per imparare il valore del cibo

L’esempio più recente di approccio che tiene insieme tutti questi aspetti è il laboratorio multisensoriale Food Shuttle, ideato e realizzato da CIRFOOD, in collaborazione con l’architetto Francesco Bombardi e la Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi. L’astronave del cibo, il Food Shuttle appunto, ha iniziato una fase di sperimentazione nelle scuole reggiane per trasmettere il valore del cibo a scuola con un approccio innovativo. Food Shuttle è quindi una piattaforma pop up multisensoriale e allo stesso tempo un laboratorio edutech incentrato sui linguaggi del cibo. Che cosa avviene dentro il laboratorio ce lo racconta ancora una volta Patrizia D’Arino, che il 16 ottobre ha partecipato alla fase di test del Food Shuttle alla mensa della scuola primaria Leopardi.

“Al mattino i bambini delle classi 3A, 3C e 1A hanno partecipato a laboratori tenuti da personale di CIRFOOD, Reggio Children e Officina Educativa che insegnavano a riutilizzare gli scarti del cibo in maniera creativa – spiega la mamma -. Mia figlia è stata felice di scoprire che con le bucce di alcuni frutti e verdure si può colorare su un foglio come con la tempera o il pennarello, oppure anche che con gli scarti dell’estrattore si possono fare buonissimi biscotti. Ci sono stati anche laboratori che hanno insegnato a riconoscere il cibo dai diversi odori e profumi che emana o altri in cui il cibo è stato essicato e poi polverizzato. I bambini erano già stati preparati dalle loro insegnanti in una giornata di formazione in vista dell’arrivo del Food  Shuttle ma erano ugualmente sorpresi ed entusiasti dell’esperienza così nuova per loro. Molte informazioni sulla necessità di non sprecare il cibo sono sicuramente passate grazie al laboratorio, mia figlia si è divertita molto e mi ha raccontato tutto quello che avevano fatto. Davvero interessante è stato anche il fatto che nel tardo pomeriggio, lo stesso giorno, il Food Shuttle è stato presentato anche a noi genitori, spiegandoci le attività svolte coi nostri figli al mattino e le modalità e finalità dell’iniziativa”.

Le classi delle tre scuole primarie coinvolte (Leopardi, Balletti, King) che hanno partecipato alla fase di sperimentazione delle attività proposte dal Food Shuttle, approfondiranno, nel corso dell’anno scolastico, le tematiche relative al valore del cibo e all’educazione alimentare attraverso dei percorsi progettati e condotti dagli insegnanti in collaborazione con gli educatori del servizio Officina Educativa.