“Mamme a scuola alla Collodi”, l’integrazione delle famiglie comincia in classe

“Mamme a scuola alla Collodi”, l’integrazione delle famiglie comincia in classe

Santa Croce è il quartiere di Reggio Emilia in cui i Servizi Sociali del Comune  hanno uno dei maggiori bacini d’utenza: tante sono ancora le complessità, forte il fenomeno dell’immigrazione e diffuse sono le situazioni di povertà e disagio in questa zona della città. Negli ultimi anni si sono intensificate le azioni per dare soluzioni ai problemi esistenti. Con il  “Riuso”, ad esempio, il quartiere Santa Croce si sta trasformando in un laboratorio dove si cerca di attivare processi di sviluppo culturale, sociale ed economico, tramite la rigenerazione fisica di luoghi ed edifici inutilizzati. Si sperimentano anche servizi innovativi per intercettare esigenze e stimolare la partecipazione.  I servizi sociali e interculturali hanno deciso di chiedere aiuto alla scuola per cercare di prevenire situazioni sociali particolari che i servizi scolastici possono intercettare e segnalare meglio di altre realtà del territorio. In particolare è stata chiesta la collaborazione degli insegnanti della scuola primaria statale “Carlo Collodi” di via Veneri, un luogo in cui i numeri  fotografano bene il mosaico di culture che esprime il quartiere: 32 sono le diverse nazionalità degli alunni che la frequentano e tanti sono i bambini neo-arrivati in Italia iscritti, 12 solo nell’ultimo anno scolastico, che cominciano proprio da questa scuola il loro percorso di studi, imparando da zero anche l’italiano. Molto spesso anche i genitori hanno problemi nel comprendere la lingua e conseguenti difficoltà ad integrarsi nella società.

Dopo un articolato confronto tra i servizi sociali del Comune e le docenti, per decidere quale fosse il modo migliore per collaborare, si è scelto di estendere anche alla “Collodi” il progetto “Mamme a scuola”, già avviato con successo da alcuni anni in altre scuole di Reggio. “La consapevolezza di tutti è che la scuola è un punto di riferimento primario e centrale per le famiglie di stranieri – spiega Cristina Borghi, referente delle insegnanti della “Collodi” per il progetto -, perché qui la relazione con i nuclei familiari è necessariamente molto più stretta, basti pensare che i genitori stranieri si affidano agli insegnanti per tante cose, anche per chiedere le informazioni più varie che non saprebbero altrimenti come ottenere. Così noi maestre, con questo progetto, continuiamo il nostro compito di ‘facilitatrici’, invitando le mamme straniere a partecipare ai corsi di italiano offerti con ‘Mamme a scuola alla Collodi’. Le mamme, pur essendo molto attente alle esigenze dei figli e avendo una grande voglia di fare qualcosa per loro, spesso non hanno gli strumenti adeguati per seguirli nel loro percorso scolastico. Perciò si è ritenuto che fossero proprio le mamme il ponte giusto per raggiungere le famiglie e dare loro strumenti linguistici e informazioni di base per iniziare una vera integrazione”.

Nell’anno scolastico 2017-2018 il progetto “Mamme a scuola” si è avviato perciò anche alla “Collodi”, utilizzando gli spazi del Centro Sociale Orti-Montenero, che si trova proprio accanto alla scuola. Le mamme affidano quindi i bimbi alle maestre e poi vanno a scuola loro stesse, due mattine alla settimana per due ore. Le lezioni sono tenute da volontarie di FILEF e un operatore del servizio sociale è sempre presente per cogliere tutti gli aspetti che meritano ulteriore attenzione o valorizzazione e tenendo anche così costantemente aperto il dialogo per creare legami tra i servizi, le famiglie e la scuola. Come previsto, non si tratta quindi solo di un corso di alfabetizzazione ma di un vero spazio di incontro per mamme straniere, in cui condividere le più varie informazioni utili, da quelle su salute e prevenzione alle incombenze burocratico-amministrative, a una panoramica dei servizi offerti dal territorio alle famiglie.

“Il primo anno abbiamo invitato una quindicina di mamme e quest’anno, grazie al loro stesso passaparola, partecipano ben in 40, tanto che è stato necessario dividerle in due gruppi, utilizzando anche gli spazi messi a disposizione dalla biblioteca di Santa Croce – prosegue la maestra Cristina -. Per le mamme che hanno altri bambini piccoli che non frequentano ancora le scuole dell’infanzia viene offerto un servizio di pre-scolarizzazione, con la compartecipazione dell’Istituzione Scuole e Nidi dell’infanzia, presso le scuole Campi Soncini, così per le due ore del corso sono libere da altri impegni. Come insegnanti siamo molto soddisfatte perché tutte le mamme che abbiamo invitato a partecipare lo hanno sempre fatto, non ci sono state resistenze da parte loro e nemmeno dei papà, che al mattino lavorano ma che, in alcuni casi, sono venuti agli incontri preliminari per capire meglio di cosa si trattava. Stiamo anche notando che il rendimento scolastico dei bambini migliora se la loro mamma partecipa alle lezioni. Noi maestre non interveniamo durante i corsi ma periodicamente incontriamo i rappresentanti dei servizi sociali per fare il punto sull’andamento del progetto e condividere informazioni. Dopo questi primi due anni possiamo senza dubbio sostenere che ‘Mamme a scuola’ è un modo lento ma davvero efficace per far sentire le famiglie straniere più dentro le situazioni che le riguardano, un primo importante passo verso l’integrazione”.