Laboratori “aperti e informali”: qui nasce la “cultura digitale”

Laboratori “aperti e informali”: qui nasce la “cultura digitale”

Hanno nomi smart quei progetti: “CoderdojoRE e Reggio Approach”, “Nativi Digitali: una specie in via di apparizione”,  “La contaminazione fra saperi come nuovo approccio alla formazione”, “Open Data, il nostro petrolio. Il portale è on-line: costruiamo la strategia”, e così via. Sono i Laboratori di innovazione in ambito digitale, con l’obiettivo di qualificare Reggio Emilia come una città dinamica, orientata al futuro attraverso un lavoro e una collaborazione “aperta” a istituzioni, associazioni, cittadini. Laboratori da cui escono progetti di “cultura digitale” per formare e sviluppare conoscenza nei più giovani, tra gli adolescenti e le famiglie, nelle scuole, con un occhio di riguardo rivolto agli insegnanti; coinvolgendo il tessuto sociale, economico e imprenditoriale della città.

“I Laboratori sin dalla nascita si sono contraddistinti come elementi innovativi e strategici, un ottimo esempio di collaborazione tra Comune e cittadini con particolari esperienze – spiega Matteo Fornaciari. Si è attivato da subito un dialogo informale, aperto e partecipato attraverso ‘Tavoli’ aperti a tutti gli interessati e alle persone competenti. All’insegna dello slogan ‘portate chi volete’, Il gruppo di persone coinvolte si è progressivamente ampliato attraverso incontri, momenti di conoscenza e passaparola. Sviluppando idee, confrontandosi, facendo nascere progettualità nuove e sviluppandone alcune già in corso. L’amministrazione comunale dettava i temi, poi arricchiti dal contributo dei partecipanti al ‘Tavolo’. Il portale Open Data, ad esempio, è nato da una suggestione dei cittadini partecipanti; l’amministrazione comunale ha poi dato gambe all’idea. “Fatti di numeri” è stata una manifestazione di assoluto rilievo. Così come la creazione del canale Telegram del Comune, il progetto “Genitori Connessi”, le maratone Hackathon. I ‘Tavoli’ sono momenti non formali di scambio e confronto tra istituzioni e ‘cittadinanza formata’. Persone esperte, sensibili, interessate che danno un contributo rilevante al bene comune”.

“La collaborazione è in divenire – prosegue Fornaciari – la progettazione avanza. In prospettiva, si tratta di far evolvere l’esperienza, di riprendere e incentivare gli incontri, di aggiornare e allineare le tematiche e i modi di affrontarle. Sarebbe auspicabile, in sostanza, rafforzare quel metodo di partecipazione aperto e informale che così buoni risultati ha dato nel confrontare idee, raccogliere segnalazioni e problematiche, costruire progettualità. Da questi momenti di collaborazione sono nate proposte: la città si è progressivamente resa conto dell’impostazione positiva di questo metodo di lavoro e soprattutto ha beneficiato degli effetti di questi passaggi e percorsi. Il giudizio è molto positivo. In futuro si deve mantenere l’informalità dei processi e l’apertura del dialogo tra istituzione e cittadini, magari pubblicizzando maggiormente i ‘Tavoli’ per accogliere nuove persone come risorse”.

“L’informalità e il mettere a disposizione le proprie competenze da parte dei cittadini sono i veri valori dei Laboratori – spiega Paolo Lasagni -. I ‘Tavoli’ sono luoghi in cui allinearsi, confrontarsi, sviluppare progettualità che, partendo da una cultura digitale condivisa, abbracciano vari campi. Prendiamo la scuola, uno dei settori più interessati, sia per i numerosi genitori che si ritrovano anche ai ‘Tavoli’, sia come ambiti di intervento, dalle elementari alle medie sino alle superiori: il tutto si intreccia con altre attività digitali, ad esempio quelle che si sviluppano in biblioteca, in una sorta di circuito sinergico e virtuoso. La collaborazione costante con l’amministrazione comunale, ed in particolare con l’assessorato di Valeria Montanari, si è rivelata essenziale. Abbiamo quindi dato vita ad iniziative e collaborazioni importanti. Penso ai ‘Social Breakfast’, un’ora dalle 8 alle 9, la mattina prima di recarsi al lavoro, in cui dirigenti di banca, imprenditori, amministratori, cittadini digitali sono stati protagonisti. Un’iniziativa che si intende riproporre”.

Ancora Lasagni: “Con Matteo Fornaciari, e altri, dal 2015 abbiamo attivato a Reggio Emilia Impact Hub, uno spazio innovazione che funziona e facilita la crescita in luoghi di co-working. Sulla falsariga di analoghe esperienze, un centinaio, in ogni parte del mondo, comprese Africa, Asia e Sud America, si ritrovano professionisti, membri di associazioni e di organizzazioni non governative, volontari che lavorano tutti assieme. Qui a Reggio Emilia abbiamo creato una community di una sessantina di persone, che poi si attiva nei vari ‘Tavoli’. Due gli aspetti su cui lavorare per il futuro: pur mantenendo l’informalità che caratterizza i Laboratori, si otterrebbe forse maggiore efficacia definendo meglio i percorsi e i punti di riferimento, così da accelerare l’operatività e l’efficacia dei processi. In secondo luogo esiste il tema delle risorse, sempre più necessarie, e sarebbe importante rendere più fluido il meccanismo dei bandi per il reperimento dei finanziamenti”.