“Dai Laboratori al Labav, divento una cittadina migliore”

“Dai Laboratori al Labav,  divento una cittadina migliore”

“Nell’educazione civile, nella cittadinanza attiva, nel tenersi informati è un po’ come quando si fa sport o si va in palestra: bisogna proseguire con tenacia, non smettere mai di allenarsi, altrimenti si perdono i vantaggi che si sono raggiunti. Questo è ciò che credo di avere imparato dai ‘Laboratori di cittadinanza e legalità’ e il motivo per cui continuo la mia esperienza nei ‘Laboratori avanzati di cittadinanza’ (Labav)”. Agnese Cervino ha appena compiuto 18 anni, ma ha le idee chiare su quali sono gli strumenti giusti per far crescere consapevolezza e conoscenza di diritti e doveri, su come si può partecipare. Ora ha meno confusione in testa perché ha voluto e saputo dove andarsi a cercare un metodo e le prime risposte.

Agnese, scout e poi nei ‘Laboratori di cittadinanza e legalità

Scout fin da bambina e attiva nel volontariato, Agnese ha incrociato i ‘Laboratori di cittadinanza e legalità’, cioè le “Palestre di educazione civile” – promossi ormai da 5 anni (coinvolgendo centinaia di studenti) nelle scuole secondarie di secondo grado di Reggio da Officina Educativa –  mentre frequentava la terza liceo scientifico al BUS Pascal.

“Me lo proposero i ragazzi di quarta che l’anno precedente avevano frequentato i Laboratori – racconta -. Il loro entusiasmo per l’esperienza che avevano vissuto ha catturato la mia attenzione. Sembrava un progetto vario e completo per approfondire tanti temi che mi interessavano. Confesso che le mie aspettative allora erano diverse e confuse, perché non sapevo bene quanto avrebbe potuto arricchirmi. Avevo poi il problema di tanti coetanei: a 15 o 16 anni hai molte idee, diverse opinioni, ma fai fatica a metterle bene a fuoco e soprattutto credi di non avere il diritto e l’opportunità di esprimerle in maniera libera. I Laboratori  di cittadinanza e legalità mi sono serviti proprio a capire che la propria opinione vale comunque e che può essere messa in discussione in un confronto con gli altri, siano essi coetanei, persone più adulte o gli educatori esterni che ci hanno aiutato ad approfondire i vari temi. Proprio loro ci hanno insegnato come sostenere le nostre idee, o anche a cambiarle, se necessario, sulla base di un confronto”.

“La Costituzione, il nostro punto di riferimento”

Agnese, convinta dai ragazzi che l’avevano preceduta, ha così deciso di partecipare, volontariamente e gratuitamente, ai Laboratori di cittadinanza e legalità, cioè a incontri settimanali pomeridiani a scuola. La scuola che aderisce al progetto (nel caso di Agnese il BUS Pascal – che è una delle scuole in cui maggiore è la partecipazione dei ragazzi – ma ce ne sono molte altre tra cui il liceo artistico Chierici e l’Istituto Galvani-lodi per decine e decine di studenti coinvolti), individua un’insegnante che diventa punto di riferimento nell’équipe educativa. Questo viene affiancato anche dagli educatori, gli adulti che mettono in moto la naturale capacità dei più giovani di diventare parte attiva nel progetto.

“La Costituzione è stato il punto di partenza per tutti i nostri approfondimenti – spiega Agnese -. Gli educatori proponevano e introducevano un tema e poi davano a noi spazio per parlare e confrontarci. Durante i Laboratori abbiamo usato tutti gli strumenti necessari, come slide, video, documenti e abbiamo chiamato anche ospiti per parlare degli argomenti di cui ci stavamo interessando. Ad esempio quando abbiamo affrontato il tema della legalità abbiamo incontrato molte persone, come il sindaco di Castelnovo né Monti, Enrico Bini; una ragazza di Libera; un rappresentante dell’associazione Mondinsieme; Paolo Bonacini, un giornalista che ha seguito il processo Aemilia. Molto interessante è stato anche il modo in cui abbiamo lavorato a piccoli gruppi per elaborare una nostra proposta di Costituzione che contenesse i principi cardine su cui per noi dovrebbe fondarsi uno Stato: ogni gruppo ha portato le proprie idee e ci siamo poi confrontati con gli altri per arrivare a un testo comune, come in una specie di vera Assemblea Costituente”.

Una volta terminato l’anno di esperienza nei Laboratori di cittadinanza e legalità, Agnese ha deciso di continuare a tenersi in allenamento, facendo un ulteriore passo in avanti.

“Ora siamo noi a proporre eventi aperti alla cittadinanza”

“L’anno scorso assieme ad altri ragazzi usciti dai primi Laboratori di cittadinanza e legalità abbiamo deciso di creare Labav, cioè il Laboratorio avanzato di #viacassoliuno, il luogo per chi vuole proseguire il percorso già iniziato ma contando ora soltanto sulle proprie forze. Non ci sono più infatti i nostri ‘allenatori’, gli educatori, ma siamo noi stessi a proporre attività e cose che ci interessa approfondire. Siamo una quindicina di volontari fissi e abbiamo proseguito da subito con il tema della legalità. Un grosso spunto ci è venuto quest’anno dalle elezioni politiche: siamo partiti dall’evidenza che quando si vota per la prima volta è abbastanza difficile avere un quadro chiaro della politica. Così abbiamo organizzato un evento aperto a tutta la cittadinanza, non solo ai giovani, chiedendo ai vari candidati e partiti del nostro territorio di venire a presentare le loro proposte. Abbiamo spiegato che sarebbe stato un incontro sì politico, ma apartitico, rivolto a tutti. Abbiamo fatto i moderatori, ponendo noi stessi domande o lasciando che fosse il pubblico a farle. Lo abbiamo ospitato al Centro Insieme, in via della Canalina, ed è stato molto partecipato, sia dai politici che dai cittadini. L’esperienza del Labav ora procede bene e ci piacerebbe, oltre ad organizzare altri eventi nostri, poter avere occasioni in cui siamo noi ad intervenire e a portare il nostro punto di vista e il nostro contributo in incontri e contesti proposti da altri”.

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