La Polveriera, laboratorio sociale dove le persone “fragili” sono un valore

La Polveriera, laboratorio sociale dove le persone “fragili” sono un valore

Una “porta aperta” alla città là dove sino agli anni ’40 c’era l’antica Piazza d’Armi. L’ex Polveriera, luogo d’eccellenza del progetto di rigenerazione urbana messo in campo dal Comune per il quartiere Mirabello, è oggi un caleidoscopio di esperienze, eventi e opportunità. Che cambia faccia ogni momento della giornata tra banchi del mercato, laboratori, convegni e concerti. Che coinvolge associazioni e cittadini, dove le cooperative sociali (e non solo) rendono protagoniste le persone fragili: anziani, disabili, migranti, detenuti, tra lavoro e percorsi di reinserimento.

Una realtà aggregativa che interagisce con il territorio

“Siamo al servizio dei cittadini, in particolare delle fasce deboli della popolazione che vivono nei pressi di un’area non accessibile in passato perché a rischio, con un’alta incidenza di persone anziane spesso spaesate di fronte a un quartiere che si è profondamente trasformato negli ultimi anni, con la chiusura di antiche botteghe e il ricambio degli abitanti. La Polveriera vuol essere un presidio, una realtà aggregativa e propositiva che interagisce con il territorio”.

Ilaria Nasciuti è la Coordinatrice generale dei servizi de La Polveriera, che ospita ora una miriade di realtà: dai servizi diurni e residenziali per persone con disabilità a chi costruisce percorsi per chi sconta la pena fuori dal carcere; dalla sala civica al bar ai servizi socio-occupazionali. E ancora: botteghe di trasformazione e vendita di oggetti, il laboratorio “Cucire e ricucire” per donne vittime della tratta, uffici delle cooperative e dei mestieri, i servizi di mediazione linguistica e la sede SPRAR.

“Uno spazio alla portata di tutti”

La Polveriera, “uno spazio alla portata di tutti”, è nata grazie al sostegno e alla forza del Consorzio Oscar Romero e delle cooperative sociali Coress–Il Piccolo Principe, L’Ovile, Elfo, Dimora d’Abramo, Anemos, Nuovo Raccolto, insieme ad altre imprese, associazioni ed enti del territorio.

“Siamo ancora in una fase di conoscenza e di esplorazione con il quartiere – sottolinea Ilaria Nasciuti -. Il nuovo complesso della Polveriera è nato per step ed è operativo a pieno regime da poco più di un anno. Siamo stati accolti – noi delle cooperative che abbiamo partecipato al bando del Comune legato alla rigenerazione urbana – con diffidenza. La gente ci criticava: perché riunire qui tante persone fragili e problematiche? ci dicevano. Oggi, anche grazie a preziose collaborazioni come quella con Tavolo di quartiere del Polo Sociale EST e Città senza Barriere, qualcosa è cambiato, la gente riconosce nella Polveriera uno spazio vitale e accessibile nel cuore di Reggio Emilia. Un luogo di incontro e di partecipazione, accogliente, luminoso e dinamico. Dove il rispetto delle persone è sempre al primo posto. Siamo un laboratorio attivo di cultura sociale che trasmette e produce bellezza, il cui obiettivo è di coinvolgere la comunità offrendo servizi ma soprattutto investendo ogni giorno sul futuro”.

La sperimentazione di un portierato sociale per recapito pacchi, piccole manutenzioni, biblioteca e infermeria è il prossimo obiettivo della Polveriera. Si sta quindi lavorando alla realizzazione di un calendario che racconti mensilmente tutte le attività del territorio.