“Diritto di parola”, una Rete per integrare gli stranieri partendo dalla lingua

“Diritto di parola”, una Rete per integrare gli stranieri partendo dalla lingua

Non esiste strumento più potente di una lingua comune per poter favorire il processo di integrazione delle persone straniere nella comunità che le accoglie. Parlare correttamente l’italiano consente di poter accedere a un lavoro o alla formazione, ai servizi che vengono offerti e di poter creare relazioni vere e durature. Per questo nel 2007 è stato sottoscritto un accordo, tra il Comune di Reggio Emilia e diversi attori del territorio impegnati nell’attuazione delle politiche per i migranti, con l’obiettivo di costruire la Rete territoriale “Diritto di parola” e favorire così l’integrazione linguistica offrendo percorsi e progetti ad hoc per i cittadini di origine straniera.  Nel corso degli anni nuove realtà educative e formative si sono aggiunte alla Rete, che è arrivata oggi ad offrire numerose risorse a chi vuole o deve imparare la nostra lingua. Le realtà della Rete ora impegnate nel progetto sono i Centri Provinciali Istruzione per Adulti CPIA Reggio Nord e Reggio Sud; Accademia di Quartiere (ACCQUA); APS Passaparola; Associazione Città Migrante; Centro Interculturale Mondinsieme; Centro di Solidarietà di Reggio Emilia (CEIS);  Cooperativa Accento;   Cooperativa Dimora d’Abramo; Cooperativa L’Ovile; Federazione Italiana Lavoratori e Famiglie (FILEF); RTI L’Ovile. .

Alina Mussini è coordinatrice delle attività didattiche della cooperativa L’Ovile, una delle realtà che fanno parte della rete di “Diritto di parola”. Le abbiamo chiesto di raccontarci come funziona il progetto.

Quali sono le finalità di “Diritto di parola”?

La principale finalità della Rete è una maggiore integrazione linguistica e sociale dei cittadini migranti adolescenti e adulti residenti a Reggio Emilia e provincia. La Rete è stata nominata “Diritto di parola” perché fa riferimento al diritto di ogni persona all’istruzione, indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, come sancito anche dall’articolo 26 della “Dichiarazione universale dei diritti umani”. La competenza linguistica è fondamentale sia per poter esercitare i propri diritti, sia per poter comprendere e mantenere i propri doveri nel Paese scelto o imposto nell’immigrazione. 

Quali attività vengono svolte nell’ambito del progetto?

La Rete offre corsi di lingua italiana di vari livelli, di varie tipologie e in vari contesti. Ci sono ad esempio corsi per studenti analfabeti, cioè analfabeti in ogni lingua, che non conoscono né la loro lingua madre nella forma scritta, né altri alfabeti. Sono previsti anche corsi di livello A1, A2, B1 secondo il QCER (Quadro Comune Europeo delle Lingue); corsi di “italiano per lo studio” rivolti a coloro che sono scolarizzati nel proprio Paese d’origine e vogliono accedere ai percorsi di Licenza Media o Superiore; corsi di “lingua italiana per il lavoro” rivolti a cittadini di origine straniera che cercano di inserirsi nel mondo del lavoro e necessitano di competenze linguistiche specifiche rispetto alle varie   tipologie di mestieri. Ci sono poi anche corsi rivolti a specifiche categorie di utenti o che hanno l’obiettivo di formare per specifiche esigenze: corsi di “educazione stradale e di italiano per la patente”, volti a dare le basi per potersi muovere in città con i mezzi pubblici o mezzi propri (soprattutto la bicicletta), insegnando le norme basilari della sicurezza stradale; corsi  di matematica di base, per fare fronte alle necessità quotidiane legate alla competenza logica e numerica,  che spesso è assente laddove gli studenti non hanno avuto la possibilità di essere alfabetizzati nelle scuole del proprio Paese d’origine.

Abbiamo inoltre corsi di italiano per mamme con bambini (Progetto Mamme a scuola, gestito dall’Associazione FILEF), cioè corsi specifici pensati per le donne che non hanno la possibilità di frequentare il CPIA (Centro Provinciale Istruzione degli Adulti) proprio per la presenza a casa dei bambini in età prescolare; corsi di “italiano per lo studio” rivolti ad adolescenti che necessitano di un sostegno pomeridiano per migliorare le competenze nello studio e nella comprensione dell’italiano dei libri di testo; corsi di italiano per ragazzi e ragazze neo – arrivati in Italia (Progetto “Tra i Banchi d’estate” e “ALI – Accoglienza Lingua italiana“) rivolti ad adolescenti (età 13-18 anni) arrivati da poco tempo in Italia e che necessitano di un corso intensivo durante i mesi estivi per acquisire le competenze di base che daranno loro la possibilità di orientarsi meglio una volta inseriti nelle scuole secondarie di secondo grado. In particolare il Progetto ALI dà continuità al corso Tra i banchi d’estate e si sviluppa durante tutto l’anno scolastico (per un giorno alla settimana gli studenti neo – arrivati seguono un corso di italiano che integra il regolare percorso scolastico). Abbiamo poi corsi di italiano attraverso la musica, considerata un ottimo strumento di insegnamento e apprendimento linguistico, organizzati dall’Associazione Città Migrante.

E ancora: corsi specifici per cittadini di nazionalità cinese (Progetto “Lingue lontane, comunità vicine”) organizzati dall’Associazione ACCQUA (ACCademia di Quartiere) in un quartiere ad alta densità di cittadini provenienti dalla Cina; corsi di pittura, scultura e teatro volti all’apprendimento della lingua italiana a cura della Cooperativa Dimora d’Abramo (che realizza anche un giornale in lingua italiana scritto dai ragazzi Richiedenti Asilo del CAS – Centro Accoglienza Staordinaria; corsi di italiano per il risparmio energetico e la raccolta differenziata in collaborazione con IREN. Caratteristiche fondamentali dei percorsi proposti da queste realtà sono la gratuità dei corsi; la riproduzione a cicli ricorrenti o continuati durante l’anno; la finalizzazione all’integrazione sociale, all’utilizzo dei servizi di base, all’esercizio dei propri diritti fondamentali; la mappatura costante del territorio e la messa in rete delle attività proposte; attività formative/seminariali volte allo sviluppo professionale dei docenti e dei volontari. Altri elementi che caratterizzano le azioni della Rete sono la cura nell’accoglienza; l’approccio multidisciplinare ai problemi del singolo;  l’attenzione all’accesso di persone con particolari carenze di istruzione o deboli e svantaggiate; la predisposizione all’orientamento alla città e ai servizi che essa offre. 

Quante sono le persone che hanno partecipato ai corsi?  

Nell’anno scolastico 2017/2018,  la Rete ha intercettato oltre 5.200 studenti di origine straniera di cui: 1.472 accolti dal CPIA, 1.496 dal sistema cooperativo che si occupa di accoglienza straordinaria di richiedenti asilo e rifugiati e oltre 2.300 dalle cinque associazioni territoriali  della Rete “Diritto di Parola”. Il CPIA, così come le cooperative, godono di finanziamenti statali specifici mentre le associazioni offrono prevalentemente le proprie attività grazie al supporto di volontari. Lo scorso anno scolastico ha visto il coinvolgimento di quasi 120 volontari, la realizzazione di  oltre 120 corsi di vario livello e l’offerta di  oltre 9.000 ore di formazione.

Le oltre 28.000 persone con cittadinanza non italiana che sono presenti a Reggio Emilia rappresentano un’utenza fortemente eterogenea: all’interno di questo target possono infatti essere presenti  cittadini immigrati da molti anni  senza cittadinanza; cittadini stranieri di recente immigrazione e in Italia per scelta (spesso economica); cittadini di origine straniera richiedenti asilo;  minori stranieri non accompagnati; donne sole con figli minori o maggiorenni; donne vittima di tratta. Valorizzando la collocazione delle associazioni nei diversi quartieri della città, comprese le frazioni, è possibile attivare “per-corsi a misura” di territorio, concepiti, realizzati ed erogati per promuovere un maggior coinvolgimento, una frequenza più assidua, incentivare la motivazione e, conseguentemente, valorizzare i risultati di apprendimento. 

Qual è il ruolo della Cooperativa Ovile nel progetto?

La Cooperativa L’Ovile (che fa parte di un Raggruppamento Temporaneo d’Impresa dove ci sono anche le Cooperative Madre Teresa, Coress – Piccolo Principe e La Vigna) e le Cooperative Dimora d’Abramo, Ceis e Papa Giovanni XXIII (che costituiscono un altro RTI) hanno organizzato nell’anno scolastico 2017-2018 e nell’anno scolastico 2018-2019 corsi di lingua italiana e altri corsi specifici rivolti ai cittadini stranieri richiedenti asilo. Questi corsi sono organizzati a Reggio Emilia e in alcuni comuni della provincia. Nello specifico i corsi sono orientati all’insegnamento della lingua italiana per il lavoro e per il volontariato e della lingua italiana per la sicurezza stradale. Le cooperative del raggruppamento hanno inoltre organizzato corsi di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata, il risparmio energetico e la spesa consapevole.

Quali risultati sono stati raggiunti finora dalla vostra cooperativa?

I risultati più evidenti ottenuti sino ad oggi sono un’offerta formativa capillare, diversificata e attenta alle necessità degli studenti coinvolti. È stato anche creato un coordinamento e una maggiore sinergia delle scuole di Italiano L2 per scambiare, condividere e ottimizzare esperienze, risorse, formazioni, strumenti, metodologie, programmazioni. Sono stati creati anche strumenti informativi per orientare i possibili discenti ed è stata diffusa una cultura di Rete tra le scuole di L2 e i servizi scolastici/istituzionali. Infine si è ottenuta l’implementazione tra la popolazione straniera che ha partecipato ai corsi dell’acquisizione del certificato di conoscenza della lingua italiana (livello A2).