Commercio e cultura: così i reggiani si affezioneranno ancora di più al centro storico

Commercio e cultura: così i reggiani si affezioneranno ancora di più al centro storico

“I centri storici, dal punto di vista del commercio, soffrono. Perché le persone oggi viaggiano per comprare ciò che interessa: dunque, persino gli outlet di Mantova, Fidenza, Barberino del Mugello sono concorrenti agguerriti. Poi c’è Amazon, che ha cambiato completamente il paradigma delle modalità di acquisto. Ma Reggio Emilia, come le città più lungimiranti, è intervenuta sfruttando, tra l’altro, le opportunità e le risorse messe a disposizione dalla Legge regionale (n.41 del 1997), che destina finanziamenti a chi presenta progetti di governance legati al commercio”.

Le politiche per sostenere e valorizzare il commercio, e il filo rosso che le lega alle azioni per promuovere il turismo, nelle considerazioni di Natalia Maramotti, assessora comunale al Commercio e alle Attività Produttive.   

“Uno dei principali strumenti che abbiamo messo in campo – sottolinea Maramotti – è il Tavolo Unico di Coordinamento del Commercio, frutto di un intenso e proficuo lavoro di confronto con le realtà associative di categoria e con il sistema camerale. Convenzioni, progetti di valorizzazione e gestione del centro storico sono i risultati. Ci si incontra periodicamente per definire le strategie e coordinare i progetti di marketing. Sono quindi state attivate azioni di ‘valorizzazione commerciale condivisa’ che hanno favorito e supportato le “Associazioni di Via”, attualmente 7: Il Corso, Santo Stefano 2.0, I Negozi di Porta Via Emilia San Pietro, Viaromaviva, il Quadrilatero, ReggioinRosa, Commercianti di Porta Castello”.

Tra gli obiettivi principali, far riaffezionare la gente al centro storico di Reggio Emilia. I 30.000 passaggi a sera, in occasione dei “mercoledì rosa”, sono una inequivocabile testimonianza del risultato. La promozione del commercio nel cuore cittadino è passato attraverso eventi, concorsi, percorsi enogastronomici e culturali, sino all’apertura di un nuovo e moderno Ufficio di informazione turistica. Di pari passo si è proceduto alla qualificazione e alla valorizzazione degli spazi pubblici attraverso il rifacimento di numerose piazze, il “bando facciate”, la disciplina dell’occupazione del suolo pubblico.

“Il centro storico di Reggio Emilia è la vetrina della città – prosegue Maramotti -. Per rispondere alla crisi e rilanciare lo sviluppo si è imboccata dapprima con decisione la strada della promozione dei ‘centri commerciali naturali’ e, successivamente, del centro storico nel suo complesso, concentrandosi su una strategia precisa. Essere una ‘piccola città’ si trasforma in un valore aggiunto per un centro storico che può essere percorso interamente a piedi o in bicicletta. Sempre più la città si sta trasformando in un ‘grande salotto’ che offre ai propri cittadini e ai turisti la possibilità di fare acquisti di qualità, di scoprire itinerari artistico-culturali, ma anche di fermarsi in ristoranti e bistrot sempre più curati per scoprire la tradizione enogastronomica locale”.

Altro importante volano per garantire maggiori opportunità commerciali è dato da “Destinazione Turistica Emilia”, costituita nel 2017 per costruire una rete di prodotti con protagonisti i territori di 3 città: Parma, Piacenza e Reggio Emilia. Ancora Maramotti: “Noi diciamo che se l’Emilia Romagna è la Food Valley Italiana, il suo cuore siamo noi. Dal Parmigiano Reggiano al Prosciutto di Parma, ai salumi dop di Piacenza, siamo una terra dove il cibo racconta storie della nostra eredità millenaria. ‘Destinazione Turistica Emilia’ significa quindi opportunità per ‘gustare’ la vita partendo dal cibo attraverso le storie che intorno al cibo hanno costruito la nostra comunità. Ma ‘Destinazione Turistica Emilia’ è anche rocche, castelli, dimore storiche: 50 di età diverse, dal castello di Canossa del 1000 a quello di Torrechiara, dalla Reggia di Colorno, fino a quello di Rivalta. Le imprese locali hanno bisogno di relazioni e programmazione ed è questo che ‘Destinazione Turistica Emilia’, in collaborazione con APT Servizi, fa con successo. Partecipiamo a Fiere turistiche internazionali, stiamo costruendo reti di prodotti food e un bellissimo percorso turistico delle Terre di Canossa attorno al Cammino del Volto Santo. Collaborazione e autenticità sono le due parole strategiche per l’operato di ‘Destinazione Turistica Emilia’. La collaborazione tra territori, imprese turistiche, istituzioni, cultura, produttori eno-gastronomici, abbinata all’autenticità dei prodotti, dei luoghi e dell’accoglienza, siamo convinti potrà portare l’Emilia e la nostra città a posizionarsi in modo sempre più ambizioso come destinazione a livello internazionale”.

“Poi c’è tutto il capitolo legato alla ‘Capitale italiana della cultura 2020’: un nuovo riconoscimento per Parma, ma che coinvolgerà tutto il territorio regionale, in particolare le province di Reggio Emilia e Piacenza, che presentano uno straordinario concentrato di attrazioni e tradizioni culturali, musicali ed enogastronomiche – conclude Maramotti -. Anche grazie ai finanziamenti regionali si farà ‘sistema’ e attraverso azioni turistiche, culturali e di marketing contiamo di accrescere la nostra visibilità e le relazioni a livello internazionale. Questa è la strada, anche per il futuro: irrobustire ulteriormente le attrattività e le opportunità turistiche, incentivando le residenze nel centro storico. Pensiamo di potenziare le attività del TUCC, di valorizzare le opportunità di accessibilità e vivibilità del centro, di innalzare il livello delle proposte per ‘catturare’ i cittadini dei Comuni limitrofi, di puntare decisamente su eventi e manifestazioni legate alle festività per rendere la città ancora più accogliente, attrattiva e permeabile”.