CIRFOOD nell’Area Nord: “Investiamo anche noi per crescere con Reggio Emilia”

CIRFOOD nell’Area Nord: “Investiamo anche noi per crescere con Reggio Emilia”

Le più importanti aziende reggiane hanno risposto con positività e fiducia agli importanti investimenti (2,1 milioni di euro) che il Comune di Reggio Emilia ha messo in campo per la riqualificazione dell’Area industriale Mancasale, trasformata e riorganizzata nel moderno e funzionale Parco industriale Mancasale. Tre milioni di metri quadri nell’area nord della città sono già a disposizione di 550 imprese dei più diversi settori produttivi e pronti ad ospitarne di nuove con l’obiettivo di incrementare lo sviluppo economico del territorio reggiano. Tra le prime realtà a credere nel progetto e a investire a sua volta nel nuovo Parco Industriale va ricordata l’impresa cooperativa CIRFOOD, una delle più importanti aziende di ristorazione italiane ed europee, nata nel 1992 a Reggio Emilia dalla fusione di tre cooperative attive dagli anni ’70.  Con Giordano Curti, direttore generale di CIRFOOD, parliamo dei loro progetti appena realizzati e in programma nell’Area Nord.

CIRFOOD gestisce il principale locale del Parco industriale di Mancasale e recentemente avete investito per la sua riqualificazione. Cosa vi ha convinto a farlo?

È stata una scelta di servizio coerente con il nostro core business, che è quello di offrire ristorazione di qualità. Abbiamo quindi accolto con grande favore il fatto che il Comune abbia investito così tanto per ridare impulso e sviluppo all’area con la creazione del Parco industriale. In quest’ottica anche noi abbiamo ritenuto opportuno riqualificare il nostro locale, che sentiva il peso degli anni, per trasformarlo in un ristorante self service, pizzeria e bar con un look e un’atmosfera moderna, rinnovando completamente gli spazi, gli arredi e anche i menù proposti ai clienti. I lavori di ristrutturazione, nei quali abbiamo investito circa 600.000 euro, si sono svolti l’estate scorsa e ora il ristorante, “RITA Mancasale”, è già aperto a vecchi e nuovi fruitori. Volevamo che il ristorante – e pensiamo di esserci riusciti – diventasse un vero luogo di aggregazione in cui trascorrere la pausa pranzo in serenità, appagando anche il palato. Stiamo già registrando un aumento dei pasti serviti, con persone che provengono dalle aziende del Parco ma anche dall’esterno: in poche settimane siamo passati dai precedenti 500-600 clienti quotidiani agli attuali 800 e ci auguriamo di ritornare presto ai circa 1.000 consumatori che lo affollavano anni fa.

Avete altri progetti per il Parco Industriale Mancasale?

Insieme all’Amministrazione comunale stiamo ragionando sulla possibilità di offrire anche altre tipologie di servizi alle imprese insediate nell’area. Abbiamo un lotto di proprietà all’interno del Parco e l’idea sarebbe quella di creare un edificio di servizi, con sale per conferenze e riunioni, spazi di coworking, da mettere a disposizione di chi ne abbia necessità, magari offrendo servizi integrati come la banchettistica, coffee break, ecc. La struttura è già progettata ma sarà realizzata in base alla reale domanda, che è ora in fase di valutazione.

Si parla anche di un altro vostro progetto importante che riguarda l’Area Nord. Che cosa si può anticipare?

Come tutte le imprese che lavorano nel mondo dei servizi e desiderano essere leader nel loro settore abbiamo bisogno di innovarci e l’innovazione deve essere sia di prodotto, che nei processi e nei servizi. Servono però luoghi in cui poter sperimentare queste innovazioni. Il luogo più adatto a cui pensiamo è accanto alla nostra sede centrale, nell’Area Nord, e l’idea è di costruire lì un laboratorio di ricerca dedicato a tutto ciò che riguarda il cibo. Abbiamo già il master plan, siamo quindi pronti per partire.

Cosa significa per la vostra azienda essere di Reggio Emilia?

Il rapporto che abbiamo con il territorio reggiano riguarda le origini e questo significa tante cose. Da qui siamo partiti per estenderci in altre zone d’Italia e svilupparci anche in Europa, qui però restano i nostri geni, il nostro dna. La nostra matrice societaria, la forma cooperativa, è figlia di questa terra. Una terra in cui l’agroalimentare è sempre stato centrale e che ci permette di poter realizzare realmente la filosofia “dal campo alla tavola”. Per noi Reggio Emilia esprime il saper fare le cose insieme, identifica il nostro essere concreti, trasparenti, genuini. Ci stiamo trasformando ed evolvendo ma non dimentichiamo l’universo valoriale da cui veniamo, la capacità del nostro territorio di creare dei network per crescere, e sentiamo forte anche l’integrazione culturale con la nostra città e le sue eccellenze.