Spazio Civico alla Polveriera, una “finestra” sul quartiere

Spazio Civico alla Polveriera, una “finestra” sul quartiere

Sul blog abbiamo già parlato della Polveriera, un luogo “aperto” nel cuore di Reggio Emilia, pensato come una grande piazza sul quartiere e sulla città in cui operano numerose realtà: dai servizi diurni e residenziali offerti da cooperative sociali a persone con disabilità ai servizi Sprar per immigrati, dai servizi socio-occupazionali al bar-ristorante. Raccontiamo ora un servizio che si è aggiunto a La Polveriera e che è in fase di avvio in queste settimane: da novembre 2018 la Sala Civica – uno spazio multiuso dedicato ad attività di formazione, convegni, meeting, presentazioni e altre funzioni – viene destinata a Spazio Civico, nella giornata del giovedì, per creare una sorta di “Hub di Comunità” rivolto in particolare agli abitanti del quartiere Mirabello-Ospizio proponendo varie attività tra cui: biblioteca, cineforum, laboratori, attività di socializzazione e altro.

“Secondo quanto previsto dall’Accordo di Quartiere nell’ambito del progetto QUA del Comune,  abbiamo deciso di aprire la Sala Civica alle idee e alle necessità del quartiere – spiega Marta Andrei, una delle referenti dello Spazio Civico per il Consorzio “Oscar Romero” – La Polveriera -. L’idea è proporre una programmazione di più ampio respiro, con attività culturali e servizi di utilità rivolti direttamente agli abitanti della zona. Vogliamo creare occasioni di incontro e di scambio di esperienze tra il quartiere e le attività e le persone che vivono e lavorano alla Polveriera. Per il momento l’apertura è limitata al mattino del giovedì, dalle 10 alle 13, ma presto apriremo anche al pomeriggio con incontri su tematiche di interesse collettivo e tenendo lo spazio flessibile per vari utilizzi”.

Giuliano Parmiggiani è uno dei due volontari (insieme alla signora Silvana), coinvolto dal Polo Est Servizi Sociali Territoriali, che si è messo a disposizione per avviare l’attività dello Spazio Civico e facilitare la partecipazione degli abitanti del quartiere. “Lo faccio per coinvolgere altre persone, in particolare pensionati come me – spiega -. Penso che chiudersi in casa e attaccarsi alla tv sia la negazione dell’invecchiamento attivo. Da settembre abbiamo iniziato a ragionare su questa esperienza, per capire come la si può animare facendo incontrare l’esperienza istituzionale delle cooperative sociali presenti alla Polveriera e permettendo loro di aprirsi agli abitanti. In queste settimane noi volontari siamo il potenziale collegamento con i residenti del quartiere, in quanto figure vicine sul territorio, con un po’ di esperienza nelle attività associative, io ad esempio sono da tempo impegnato con la CNA Pensionati. Il tam tam ha cominciato a funzionare e qualche persona, incuriosita, si propone per collaborare o per attività o approfondimenti. I temi che ci preme affrontare sono in particolare quelli più urgenti per gli anziani: la sicurezza, la mobilità e gli spostamenti in città, la socialità. Il progetto più ambizioso, ma fondamentale per offrire un servizio utile e duraturo, è quello di Portineria Sociale di quartiere. L’idea è quella di far diventare lo spazio Civico un punto di riferimento in cui i residenti del quartiere sanno che possono trovare uno sportello che fornisca informazioni utili e contatti per piccoli e grandi problematiche residenziali, sociali e sanitarie. Ad esempio emergenze e manutenzioni, regolamenti e procedure, consigli sugli erogatori dei servizi, ecc… Insomma, uno sportello di assistenza permanente. Intanto ciò che conta è partire ed essere presenti in modo continuativo: già l’esserci diventa un elemento di movimento, un invito alle persone ad entrare e a partecipare”.