I Chiostri di San Domenico si candidano a essere la nuova casa dei giovani creativi reggiani

I Chiostri di San Domenico si candidano a essere la nuova casa dei giovani creativi reggiani

In tempi in cui una visione, un pensiero, un progetto di futuro sembrano essere passati in secondo piano, compressi in un presente che lascia poco spazio a sogni e idee nuove, diventa preziosa ogni occasione in cui dare spazio e stimolo alla creatività, in particolare se protagonisti sono i giovani.

Una di queste opportunità c’è stata durante la settimana reggiana di Energie Diffuse, un’iniziativa di sensibilizzazione promossa dalla Regione Emilia-Romagna con una serie di eventi su tutti il territorio regionale. A Reggio, dal 7 al 14 ottobre, il luogo scelto è stato i Chiostri di San Domenico che ha ospitato i giovani artisti vincitori della call “Fattore Creativo under 35”, lanciata durante l’estate. Le sale e gli ambienti dei Chiostri si sono così riempiti per alcuni giorni delle immagini, dei racconti, dei suoni, delle performances degli otto progetti scelti dalla giuria del concorso.

Tra questi c’era anche quello presentato dal Collettivo Radici, creato nel 2017 da un gruppo di amici che si sono messi insieme per realizzare la loro idea. “Siamo nati a Guastalla, e la nostra sede è nel garage della nostra fondatrice, Serena Caramaschi”, racconta la portavoce di Radici, Claudia Passerini. Nel collettivo sono in sei, studenti universitari e giovani professionisti: oltre a Caramaschi e Passerini ci sono il co-fondatore Nicolò Artoni, Nicola Montali, Giovanni Irimia, Fabrizio Scaravelli.

Una posterzine per scrittori e illustratori

“Il nome Radici lo abbiamo scelto perché evoca cose che nascono, crescono e continuano a svilupparsi, perché richiama un’immagine positiva come quella di un albero: le radici rimandano al passato ma si proiettano nel futuro – prosegue Claudia -. Da un anno realizziamo una rivista bimestrale indipendente ed autoprodotta, di cui è direttrice responsabile la giornalista Martina Castigliani, che contiene racconti e testi di vario argomento e stile realizzati da autori che contattiamo e invitiamo a scrivere per noi. Oltre ai racconti pubblichiamo illustrazioni di artisti a cui vogliamo dare visibilità. La nostra è quindi una posterzine che non esaurisce il suo scopo nella lettura dei racconti ma può diventare un poster da appendere. Ogni copia viene ripiegata da noi singolarmente, a mano. Viene distribuita gratuitamente, per ora la si può trovare nella biblioteca di Guastalla, alla Libreria ‘Diari di Bordo’ di Parma, presto sarà in quella di Viadana e ci stiamo attrezzando per darla ad alcune edicole che la possano dare a chi ne farà richiesta”.

L’esperienza di Radici ai Chiostri: “Come un’ubriacatura di sette giorni”

La rivista Radici è stata presentata in occasione di Energie Diffuse ai Chiostri di San Domenico, dove il Collettivo ha avuto un suo spazio per raccontarsi, mostrare le riviste artistiche prodotte e per portare un proprio contributo originale alla manifestazione. “Abbiamo affisso tutti i numeri realizzati finora – spiega Claudia Passerini – e un numero speciale che abbiamo fatto appositamente per l’evento, con racconti scritti da noi del collettivo. C’è stata anche una conferenza di presentazione del nostro progetto e per noi è stata un’esperienza incredibile vedere il nostro lavoro in mostra in un contesto così bello come i Chiostri, oltretutto nella sala grande che ci era stata riservata da Ilaria e Virginia, le rappresentanti del Comune di Reggio che ci hanno seguito prima e dopo la manifestazione. È stata una specie di ubriacatura durata sette giorni, una grande soddisfazione.

Sei storie in un docufilm per tracciare un possibile futuro

E poi abbiamo potuto portare il nostro docufilm “Diverse Inclinazioni”, che raccoglie sei interviste ad altrettanti personaggi reggiani, una sorta di racconti di esperienze in prima persona, accomunati dalla stessa domanda finale:  “Che cos’è per te il domani?”. Ci sono le storie di Michele Violi, un giovane entomologo che ha scoperto un nuovo tipo di coleottero sull’appennino reggiano; di Anna Brevini, titolare di un agriturismo sulle colline di Scandiano dove è possibile fare wwofing, cioè l’accoglienza di ragazzi da tutto il mondo che lavorano nell’azienda agricola in cambio dell’ospitalità; di Amina Kotel e Hajer Ben Said, due ragazze musulmane che ci hanno raccontato com’è la loro vita quotidiana oggi a Reggio; di Francesco Tassi, fondatore di ForTune, piattaforma di contenuti in podcast; di Stefano Raspa, sceneggiatore e regista che ha studiato a Reggio e che realizza cortometraggi premiati a livello internazionale; dei ragazzi diversamente abili della compagnia “AltrArte”, che fanno spettacoli teatrali e di danza molto seguiti e apprezzati. Tutti gli intervistati sono persone che danno molto agli altri, che aprono prospettive e visioni di futuro, ognuna appunto con una diversa inclinazione. Grazie al finanziamento che abbiamo ricevuto come vincitori della call abbiamo anche potuto pagare i nostri illustratori e scrittori per i loro lavori e anche i videomaker di Carpi che hanno realizzato insieme a noi il docufilm”.