46 istituti aperti al pomeriggio, le scuole reggiane palestra di creatività nei quartieri

46 istituti aperti al pomeriggio, le scuole reggiane palestra di creatività nei quartieri

A Reggio Emilia le scuole sono aperte anche il pomeriggio e 1.400 bambini ne approfittano per svolgere attività educative, sociali e culturali a cui al mattino non avrebbero il tempo di dedicarsi. Il progetto scuole aperte è attivo da diversi anni nella nostra città e rappresenta un investimento progettuale importante del Comune insieme agli istituti scolastici. Basti pensare che il 90% (46 su 54) delle scuole primarie e secondarie di primo grado restano aperte in media due pomeriggi a settimana. Gli spazi dei vari plessi sono quindi disponibili per attività extrascolastiche coordinate dal personale del servizio Officina Educativa che, insieme agli insegnanti delle scuole stesse, offre ai ragazzi e alle loro famiglie numerose opportunità di approfondimento e ricerca. In particolare vengono proposti veri e propri atelier pomeridiani che molto spesso riprendono e ampliano temi interdisciplinari dei programmi scolastici.

Per due ore e mezzo, due pomeriggi alla settimana, i bambini e i ragazzi possono ritornare a scuola (a quella di appartenenza o a una delle altre aperte) per partecipare agli atelier dove progettano, sperimentano, creano, con una molteplicità di linguaggi: dalla pittura alla fotografia, dai video alla scrittura, dalla musica alle osservazioni partecipate. La partecipazione è gratuita, perché il servizio è offerto dal Comune.

“Così nascono i nostri atelier”: il racconto dell’educatrice

Sabrina Iotti, educatrice della cooperativa Reggiana Educatori e coordinatrice degli Spazi Educativi Interdisciplinari del SEI Paulo Freire che vengono svolti in convenzione per Officina Educativa, racconta come sono concepiti gli atelier e le attività e come siano un valore aggiunto alla normale programmazione scolastica.

“Il dialogo con gli insegnanti delle scuole è sempre fondamentale – spiega l’educatrice -: insieme a loro progettiamo condividendo obiettivi e attività, tenendo a riferimento gli apprendimenti del tempo scolastico, e spesso si è in compresenza durante gli atelier. I percorsi inizialmente vengono sempre pensati con finalità larghe che poi vengono meglio definite durante il cammino. Faccio un esempio: il tema dell’ambiente viene scelto in base alle vocazioni delle scuole, che in gran numero se ne occupano in vari modi, e diviene un argomento ‘filo rosso’ per le attività pomeridiane. Non c’è quindi una progettazione puntuale ma si determinano priorità e filoni da seguire che possono poi evolvere, nel concreto, in attività come l’osservazione dei parchi e spazi verdi, in cui i ragazzi mettono in pratica diverse competenze. L’anno scorso alla scuola ‘Marco Polo’ era molto sentito il tema del parco senza barriere: da questa idea si è iniziato a pensare a cosa significasse un parco inclusivo e si è ragionato sul termine stesso di inclusione, ci si è chiesti cosa vuol dire poter accedere a un gioco fino ad arrivare a concetti più ampi come democrazia e solidarietà. Si è quindi avviata la fase di attività, incentrata sull’osservazione dei cambiamenti del parco. Come cambiava la natura durante la giornata e nello scorrere dei giorni, come cambiavano le persone, che interazioni c’erano? I ragazzi hanno fatto fotografie per documentare i cambiamenti e su quel materiale abbiamo ulteriormente lavorato per parlare di linguaggi e di strumenti”.

“Bambini e ragazzi possono mettersi alla prova in modi diversi dalla scuola”

Un lavoro in profondità, quello svolto negli atelier, che offre tante conoscenze e competenze in più ai partecipanti. “Poter dedicare oltre due ore interamente a un argomento è quasi impossibile nell’orario del mattino – prosegue Sabrina -. Gli atelier del pomeriggio ci permettono l’uso approfondito di strumenti e uscite sul campo che altrimenti non sarebbero possibili. E anche i genitori possono partecipare, non solo negli incontri di presentazione di apertura degli atelier. Partecipare alle attività pomeridiane permette ai bambini e ai ragazzi di farlo in modalità che magari gli assomigliano di più rispetto a quelle della scuola del mattino. Scardinando un po’ le modalità di approccio si può consentire di mettere alla prova se stessi anche a bambini che magari sarebbero meno propensi o meno stimolati a partecipare. E capita spesso che anche le insegnanti notino progressi o atteggiamenti comunque modificati che sono stati acquisiti con le attività degli atelier”.

Atelier su tanti temi per imparare divertendosi

La partecipazione alle attività è nomade durante tutto l’anno scolastico, dal momento che quando un atelier termina presso una scuola ci si può spostare in un’altra per prendere parte al successivo. Le proposte sono le più varie e toccano vari apprendimenti, dal lavoro artistico alla scrittura e redazione di giornalini. I temi ambientali, come si diceva, sono sempre tra i più affrontati.

Un atelier pomeridiano di successo è stato ad esempio “Allora spengo”, progettato e condotto in collaborazione con Energyway e a cui hanno partecipato una trentina di ragazzi delle scuole Pertini 1 e 2. Dopo aver affrontato i temi dell’energia e del risparmio energetico hanno scoperto i consumi della loro scuola grazie all’utilizzo della piattaforma open source Arduino e hanno quindi ideato e realizzato una campagna di sensibilizzazione, rivolta ai compagni, agli insegnanti e al personale della scuola.

I rifiuti e la raccolta differenziata sono un altro tema forte, oggetto di diversi atelier. Due di questi presenteranno il risultato del loro lavoro il 31 ottobre, dalle 10 alle 12, in Sala del Tricolore in Municipio  durante l’iniziativa “La Differenziata a Reggio Emilia? È un gioco da ragazzi”, invitando altre scuole a seguirne l’esempio. I bambini della scuola primaria “Vincenzo Ferrari” di Cella racconteranno l’esperienza fatta intervistando i cittadini sul porta a porta e come hanno fatto da tutor sulle modalità corrette della raccolta differenziata, durante le attività previste da un progetto svolto in collaborazione con Eduiren (la struttura educational del gruppo Iren).

“Ricicloman” contro montagne di rifiuti in uno spot per imparare a differenziare

Sempre la struttura della multiutility reggiana è stata il motore di un altro progetto sul tema dei rifiuti e della differenziata, realizzato da Officina Educativa negli atelier pomeridiani delle scuole primarie “Tassoni” e “Dall’Aglio” insieme agli studenti del liceo artistico “Gaetano Chierici”, intitolato “Raccogliere, dividere, riciclare: scrittori creativi di buone pratiche di sostenibilità”. Donatella Barbieri è l’educatrice che lo ha seguito in prima persona.

“Iren ha chiesto al Comune la possibilità di avere i bambini come protagonisti per raccontare la città sui temi ambientali, in particolare la sostenibilità e la raccolta differenziata – spiega l’educatrice. Insegnanti ed educatori hanno pensato che uno spot animato fosse il modo migliore per dare voce alla creatività dei bambini, aiutati in questo dalle competenze dei ragazzi che studiano grafica digitale al liceo artistico e che hanno potuto impiegare nel nostro progetto le ore di alternanza scuola-lavoro. Poi i 24 bambini delle due scuole ci hanno messo del loro ed è stata una grande sorpresa accorgersi delle loro notevoli capacità: hanno inventato una storia, una sceneggiatura e dei dialoghi, hanno disegnato le caratteristiche dei protagonisti dello spot… Si sono così inventati il personaggio del supereroe “Ricicloman”, affiancato da altre eroine ognuna con il nome preso da un materiale da riciclare, e lo hanno messo alla prova con una città sommersa da montagne di rifiuti e l’impresa di rieducarne gli abitanti molto poco ‘ricicloni’. Per il montaggio è stata usata Flipaclick, una app gratuita per creare cartoon, e i bambini hanno pure doppiato con le loro voci i vari personaggi. Il 31 ottobre in Sala del Tricolore mostreremo per la prima volta al pubblico il risultato di questo progetto e un video, fatto dagli studenti del “Chierici”, con il backstage della realizzazione dello spot.

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